La Tundo lascia a piedi centinaia di alunni, per il mancato servizio di trasporto scolastico in arrivo denunce

Giovedì 16 Settembre 2021 di Martina Marinangeli
Uno scuolabus, foto di archivio

ANCONA Di alert ce n’erano stati diversi negli ultimi mesi, ma la bomba è deflagrata alla vigilia del primo giorno di scuola, lasciando ieri a piedi centinaia di alunni di elementari e medie. Un «disastro annunciato», quello del mancato servizio di trasporto scolastico da parte della ditta Tundo, che si era aggiudicata cinque dei 10 lotti su cui era articolato il bando avviato nel 2019 dalla Regione in qualità di ente aggregatore, attraverso la Suam.

 

 

Starebbero già scattando le prime denunce per inadempimenti contrattuali, ma intanto a pagare lo scotto di questa caotica situazione sono state famiglie e studenti, rimaste senza scuolabus proprio al rintocco della prima campanella. Le criticità si sono verificate nei 22 Comuni per i quali Palazzo Raffaello ha svolto la funzione di stazione appaltante e per quelli che avevano stipulato contratti con la ditta in seguito a gare differenti, come ad esempio Fermignano. Quattro città – Falconara e Camerata Piceno nell’Anconetano, Gabicce Mare e Colli al Metauro nel Pesarese – sono rimaste senza servizio di trasporto scolastico perché non sono riuscite in poche ore a organizzarsi. 


Le soluzioni 
Le amministrazioni comunali avevano anticipato il rinvio del servizio a lunedì 20 settembre, ma con così poco preavviso, per molte famiglie è stato complesso organizzarsi. Nei comuni di Vallefoglia, Petriano e Pesaro – oltre che in quelli di Fano e Fermignano, legati alla ditta con una precedente e differente gara – Tundo ha invece garantito il servizio. C’è poi il caso di San Costanzo, dove un autista della società ha usato il mezzo messo a disposizione dal Comune, mentre gli altri 13 Comuni dei lotti aggiudicatari hanno provveduto in autonomia: si parla di Ascoli Piceno, Magliano di Tenna, Sant’Elpidio a Mare, Camerano, Loreto, Montemarciano, Numana, Gradara, Tavullia, Montelabbate, Cartoceto, Montefelcino, Mondavio, Sant’Ippolito. In questi casi, le amministrazioni si sono mosse rivolgendosi alle ditte che erano arrivate seconde nella graduatoria, oppure facendo ricorso a società che riuscivano a mettere a disposizione i mezzi. 
Al netto del caos che si è verificato ieri, cosa succede ora? «La via maestra è quella di individuare il secondo arrivato nei lotti per coprire il servizio – spiega l’assessore ai Trasporti Guido Castelli – ma se ciò non fosse possibile, i Comuni potrebbero anche fare gare autonome». Alcuni sindaci, tra cui la prima cittadina di Falconara Stefania Signorini, hanno ieri contattato la Regione per capire come uscire dall’impasse, considerando i costi aggiuntivi che questo dietrofront di Tundo comporterà. Non a caso, Falconara ha già pronte le carte per denunciare e chiedere i danni alla ditta. Strada che intende percorrere anche Palazzo Raffaello. Ma perché si è arrivati a questo punto? «La dirigente della Suam ha sempre detto che non c’erano elementi tecnico-amministrativi sufficienti a escludere la Tundo dall’aggiudicazione – ripercorre le tappe l’assessore - tanto che un’altra ditta che aveva partecipato alla gara, la Scoppio, ha fatto ricorso proprio contro la Tundo ma è stato respinto dal Tar. La questione è ora sub judice al Consiglio di Stato». 


Le verifiche 
È anche vero, però, che i rischi legati alla situazione della ditta erano stati segnalati da tempo alla Regione sia dai sindacati che dai consiglieri regionali di opposizione, con il Pd che aveva fatto due interrogazioni in proposito – primo firmatario, Andrea Biancani – una a dicembre e una a maggio. Ed è lo stesso esponente dem del Pesarese – il territorio più colpito dai disservizi – a sottolineare come si tratti di «un disastro annunciato. Per mesi ho chiesto verifiche sulla Tundo e adesso la questione è esplosa. Presenteremo una nuova interrogazione per chiedere come mai, nonostante le segnalazioni, si è proceduto con l’affidamento». Gli fa eco il collega Antonio Mastrovincenzo: «La giunta regionale e l’assessore Castelli sono i responsabili di questi gravi disservizi nel trasporto scolastico». Per la capogruppo M5S, Marta Ruggeri, «non è prudente lasciare alle turbolenze del mercato privato la gestione di servizi essenziali per lo svolgimento della vita sociale nelle nostre comunità». A rincarare la dose ci pensano Cgil, Cisl e Uil: «Avevamo già fatto presente i rischi della situazione alla Suam e all’assessore Castelli. Chiediamo con la massima urgenza un nuovo tavolo di confronto permanente, per un lavoro di monitoraggio e per trovare soluzioni idonee».

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

Ultimo aggiornamento: 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA