Regionali, affondo del centrodestra: «Così la Mancinelli prepara la fuga»

Domenica 12 Gennaio 2020
Regionali, affondo del centrodestra: «Così la Mancinelli prepara la fuga»

ANCONA  - Dopo Sauro Longhi, tocca alla sindaca Valeria Mancinelli finire nel mirino del centrodestra, che con la precisione chirurgica di un cecchino, colpisce i competitor ritenuti più temibili nella corsa a palazzo Raffaello. Venerdì è stato il capogruppo regionale della Lega, Sandro Zaffiri, a criticare la candidatura dell’ex rettore della Politecnica a governatore, mentre ieri, la coalizione anconetana di centrodestra più la civica 60100 ha silurato l’ipotesi di una discesa in campo della prima cittadina che, secondo lo schieramento, è il vero asso nella manica che intende giocarsi il Pd. «Vuole scappare da Ancona ed esportare il fallimento della città in tutta le Marche?», l’attacco frontale di Fdi, Lega, Fi e 60100, riuniti in conferenza per commentare gli scossoni degli ultimi giorni nel campo avversario. 

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«Il Pd non vuole ripresentare il presidente Ceriscioli – è l’analisi del centrodestra – perché valuta la sua esperienza di governo negativa e quindi perdente. Per giungere al suo ritiro, sta mostrando interesse ad una candidatura unitaria di tutta l’area progressista sulla figura di Longhi, con pochi nemici, ma oggettivamente molto debole. Sullo sfondo, il candidato vero del Pd appare il sindaco Valeria Mancinelli». Il suo nome circola molto tra gli addetti ai lavori, ma la discesa in campo della prima cittadina dorica è ancora nel mondo delle ipotesi. E ciò nonostante, viene impallinata dagli avversari più dell’unico nome per ora ufficialmente messo sul tavolo dai Dem, ovvero quello di Ceriscioli. Una critica a 360° partita con le parole del portavoce regionale Fdi, Carlo Ciccioli, secondo cui «Mancinelli è una bufala e Ancona è al palo ed è ferma. Ora la proposta è di esportare questo disastro in tutto il territorio marchigiano: un incubo».

Presa di posizione a cui fa eco quella del consigliere comunale, Angelo Eliantonio, che osserva come «a partire dalla fine del 2018, il cambio di strategia da parte del sindaco del capoluogo, con ripetute dichiarazioni critiche nei confronti del governatore uscente, fossero propedeutiche solo alle sue aspirazioni individuali. Con tutti i problemi che attanagliano Ancona in questi ultimi mesi, quella della Mancinelli appare un’evidente fuga dalle sue responsabilità». 

Di «assoluta incapacità di gestione e controllo dell’amministrazione» parla Daniele Berardinelli, capogruppo Fi, ricordando anche l’inchiesta Ghost Jobs: «dai lavori pubblici con varianti costosissime alle mancate verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole, metà Giunta indagata e cinque arresti, sino ai milioni spesi per inesistenti manutenzioni senza controllo. Ogni settore del Comune è allo sbando». Per Maria Grazia De Angelis (Lega), con la Mancinelli alla guida, «le Marche vedrebbero un altro fallimento», mentre per Stefano Tombolini (60100), «il sindaco non è stata in grado né di programmare le attività né realizzare le opere pubbliche fiabesche annunciate e mai realizzate».

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