«Pronti per lo sbarco dei cinesi»
Le Marche brindano all’accordo

«Pronti per lo sbarco
dei cinesi». Le Marche
brindano all’accordo
ANCONA - La “porta d’Oriente” spalancata sul Sanzio. Ancona e il suo aeroporto si preparano a diventare l’ingresso privilegiato in Italia del turismo cinese grazie ai tre collegamenti settimanali diretti con Shanghai e Shenzhen, previsti nell’accordo bilaterale tra palazzo Raffaello ed il tour operator di Stato Cits. I viaggiatori della Repubblica popolare sono considerati il nuovo «Eldorado» del settore turistico, e se finora le Marche si sono fermate al decimo posto nella classifica nazionale delle regioni più gettonate, la situazione è destinata a cambiare. 

 

Grazie al colpo grosso centrato dopo mesi di serrate trattative – il sigillo finale al Memorandum, se tutto va secondo i piani, verrà apposto venerdì a Roma –, si stima che le Marche potranno contare su circa 30mila arrivi di turisti cinesi (cifra esponenzialmente superiore ai 6.032 registrati nel 2017) e 270mila presenze l’anno. Numeri che, tradotti in impatto economico, raccontano di un beneficio diretto di 30 milioni di euro, a cui si aggiungono i 27 di indotto, generato ad esempio allo shopping del made in Italy. Un’occasione unica per far conoscere al mondo il brand Marche e rilanciare l’economia del territorio: ma la regione è pronta ad accogliere un flusso turistico e commerciale di questa portata? 

Secondo Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche Centrali, ci sono tutti i presupposti per un successo perché, dal primo abboccamento di ottobre alla fiera del turismo di Rimini, sono stati fatti diligentemente tutti i compiti a casa. Al tavolo delle trattative dello scorso 10 gennaio, quando il dg della Cits, Zhang Ciun Lei, è sbarcato al Sazio per testare con mano la validità dell’infrastruttura e visitare in prima persona le bellezze che le Marche hanno da offrire, Polacco aveva avanzato subito una richiesta al potenziale nuovo partner economico: «Far restare i turisti cinesi nelle Marche per almeno tre giorni, così da ingenerare un reale riscontro. E la delegazione si era detta disponibile». In quella data che fu spartiacque nell’iter dell’accordo, la delegazione cinese, incredibile ma vero, aveva apprezzato il fatto che le Marche fossero ben collegate con Roma ed il nord Italia. 

Ben collegate con Roma? «Ebbene sì. Durante l’incontro – ricostruisce Polacco – abbiamo fatto loro presente la situazione non proprio brillante della linea ferroviaria verso la Capitale, ma ci hanno spiegato che loro viaggiano su gomma, anche per quanto riguarda le merci, e per quel che li riguarda a strade ed autostrade siamo messi bene. Certo, potrebbero anche usare l’aereo, se mai dovessimo riuscire a ripristinare il volo su Roma». E che dire delle strutture di accoglienza? Saranno all’altezza di un turismo, quello cinese, che tutte le principali città europee si contendono? «Le strutture di qualità ci sono – assicura Polacco –. Prendiamo Ancona: cinque anni fa non sarebbe stata in grado di corrispondere agli standard di alta qualità richiesti dal cliente cinese, ma oggi sì e, in ogni caso, stiamo già progettando corsi di formazione ad hoc per i nostri operatori, ritagliati sul turismo cinese».

Incalza il direttore generale di Confcommercui: «Metteremo a disposizione, nelle nostre strutture alberghiere, una modalità di pagamento tramite codice a barre, che è la forma di transizione più usata in Cina. In più, ha avuto un’importante accelerazione il bando regionale per la riqualificazione delle strutture ricettive e siamo arrivati a 160 progetti finanziati su 300». Oltre alla spinta propulsiva al turismo, dall’accordo con la Cina ci si aspetta un impatto positivo anche da un punto di vista commerciale, con i benefici derivanti dai minori costi sostenuti dal tessuto dell’export manifatturiero regionale che, usufruendo delle capacità di carico dell’aereo (circa 4 tonnellate), potrebbe ridurre di circa 15/20 centesimi/Kg il costo di trasporto della merce. «Abbiamo anche già iniziato una trattativa con gli operatori del trasporto merci (agenti marittimi e spedizionieri) – fa sapere Polacco – per spostare parte dei loro flussi su questi voli».
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Mercoledì 20 Marzo 2019, 11:49 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2019 15:12

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