Precisa, veloce, dritta al bersaglio
È la nuova arma contro il tumore

Precisa, veloce, dritta
al bersaglio: è la nuova
arma contro il tumore
ANCONA -  Massima velocità e accuratezza nel colpire il bersaglio, riduzione al minimo della tossicità. Inaugurati ieri, nel reparto di Radioterapia degli Ospedali Riuniti, due nuovi acceleratori lineari True Beam Varian, che consentono di trattare neoplasie soggette a movimento come quelle che interessano i distretti polmonari e addominali. 

«L’acquisto di questi due apparecchi – ricorda il dg degli Ospedali riuniti, Michele Caporossi – rientra in un progetto più ampio che punta a dare risposta alla crescente domanda di alta specializzazione. Quando assunsi la guida di quest’ospedale trovai macchinari vecchi di oltre 15 anni. Da allora, grazie alle risorse fornite dalla Regione, è stato avviato un programma di investimenti di 40 milioni in tre anni in nuove tecnologie, dimezzando l’indice di vetustà e migliorando notevolmente le prestazioni». Ad esempio, con i nuovi acceleratori si è potuto riprendere il trattamento stereotassico delle lesioni cerebrali, interrotto otto anni fa per obsolescenza del sistema in uso, in quanto uno di essi è dotato del sistema ExacTrac–Brain Lab per trattare lesioni molto piccole con precisione sub-millimetrica. Inoltre, alcuni software, integrati con il sistema informatico Ios (la grande rete dati che governa tutto il processo radioterapico) permette di individuare il volume del bersaglio anche fondendo immagini ottenute con diverse tipologie di macchine. Il tutto è costato quasi 6 milioni. «C’è voluto del tempo, perché macchinari di questo tipo non si cambiano da un giorno all’altro – dice Massimo Cardinali direttore di Radioterapia, ieri al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione – ma ora abbiamo 4 acceleratori lineari, una tomoterapia e una brachiterapia al top della gamma. E questo è molto importante, perché la metà dei pazienti oncologici necessitano di trattamenti radioterapici e il 90% dei 1.500 che trattiamo noi ogni anno possono fare radioterapia a intensità modulata». Questo tipo di trattamenti dal 2015 a oggi è quasi triplicato, passando da 5.163 a 13.474, mentre il valore economico complessivo delle prestazioni ambulatoriali di radioterapia è passato dai 6,6 milioni del 2015 ai 9,1 del 2018. 

«Il messaggio che mandiamo – dichiara il governatore Luca Ceriscioli - è che in questa struttura, inserita in una rete regionale, è presente il massimo della tecnologia, pronta a offrire servizi di estrema qualità a tutti i marchigiani. Questo grazie agli oltre 400 milioni che la Regione ha investito nella Sanità in 4 anni, senza mutui, ma utilizzando parte del budget e 200 milioni di accantonamenti. Investito in tecnologia, ma anche in personale. Perché queste sono macchine che non portano via lavoro, ma ne creano». Tanto che il rettore Univpm, Sauro Longhi, ha annunciato che l’ateneo fornirà due nuovi radiologi e c’è l’intenzione di aprire una scuola di specializzazione in Radioterapia che permetterebbe di formarne altri 20.
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Mercoledì 15 Maggio 2019, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 15-05-2019 10:54

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