Porti, dalle nomine al corridoio Ue: il silenzio gelido dell’Abruzzo pronto ora a dare battaglia

Venerdì 24 Settembre 2021 di Andrea Taffi
Marco Marsilio presidente della giunta regionale dell'Abruzzo

ANCONA - E così scese il grande gelo tra Marche e Abruzzo. I malumori degli operatori del porto anconetano, le tensioni che si sono create negli ultimi giorni per una seconda, potenziale nomina politica (specialmente per la figura del segretario) e la rivalità per agganciare il corridoio Ue trasversale Ploce-Barcellona ieri hanno destato molta sorpresa in Abruzzo.

 

Dove ormai veniva dato per scontato che la competenza per la scelta del segretario fosse in capo a palazzo Silone, cioè alla Regione Abruzzo. E non certo alle Marche. In questi termini avevano ragionato i due governatori FdI Acquaroli e Marsilio e in questi termini la questione dovrebbe rimanere. 


Gli interessi in campo
Il tema del segretario è cruciale così come quello della crescita del porto di Ortona. Ci sono le mire di un grande operatore della termoidraulica nazionale come Walter Tosto, c’è il gigantesco indotto dell’automotive della Val di Sangro costretto ai salti mortali per stoccare mezzi e pezzi costretti a diverse e costose rotture di carico nei trasferimenti. E ci sono gli interessi della portualità locale che si affaccia sotto l’affascinante Passeggiata orientale. Un movimento che in tempi non sospetti aveva guardato a Civitavecchia con grande interesse, forte e motivato al punto da attivare anche interessamenti ufficiali della Regione Abruzzo per uscire dall’ombrello di Ancona e costruire una rete con il porto tirrenico. 


Il tema sensibile
Alla fine non se ne è fatto niente ma la costruzione del collegamento trasversale in Abruzzo è tema molto più sentito di quanto sia nelle Marche. Questo è un fatto. Il vero malumore deriva soprattutto dal fatto che un protocollo firmato dall’allora presidente Adsp Giampieri con il governatore Marsilio a dicembre 2019 aveva inserito tra gli obiettivi l’inclusione di tutti i porti dell’Adriatico Centrale nella rete core Ten-T nonché l’inclusione del corridoio Baltico-Mediterraneo fino ad Ortona e possibilmente fino a Bari (a luglio la revisione è arrivata fino ad Ancona, è in corso la valutazione per arrivare in Puglia). 


Il grande obiettivo
Infine, al terzo comma dell’articolo 1 c’era il vero, grande obiettivo: «istituire una diramazione del corridoio V Scandinavo-Mediterraneo che attraversi la penisola italiana nella sua parte centrale secondo l’itinerario Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce con assoluta priorità rispetto ad altre direttrici infrastrutturali alternative (cioè Ancona)». A tal proposito lo scorso aprile Confindustria Chieti-Pescara aveva chiamato a raccolta con tanto di firma tutti i parlamentari abruzzesi per sostenere il progetto della trasversalità. Una sorta di chiamata alle armi sollevatasi nei giorni in cui il ministro Giovannini nominava Matteo Africano a presidente di Ancona. Passata sotto silenzio ad Ancona, in Abruzzo aveva rinforzato le speranze di reperire fondi e nuova linga per i traffici.

Ultimo aggiornamento: 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA