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Terremoto, nel Pnrr 1,8 miliardi ma saranno ripartiti 490 milioni. La fetta maggiore investita in progetti che coinvolgono i crateri 2016 e L’Aquila 2009

I danni provocati dal terremoto del 2016 ad Arquata
I danni provocati dal terremoto del 2016 ad Arquata
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Dicembre 2021, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 09:01

ANCONA - La ripartizione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) declinato sul sisma penalizza le Marche? A suonare l’allarme è stato nei giorni scorsi il deputato della Lega Tullio Patassini, che in un’interrogazione parlamentare urgente, aveva acceso un faro su «un’ingente percentuale degli 1,8 miliardi disponibili per il sisma Centro Italia dirottata sul sisma aquilano del 2009 e su altri interventi».

 
Le rassicurazioni
L’esponente del Carroccio aveva anche chiesto l’immediato intervento del governatore Francesco Acquaroli e dell’assessore con delega al Sisma, Guido Castelli, affinché nella ripartizione delle risorse si utilizzasse il criterio del danneggiamento. A tratteggiare il quadro sullo stato dell’arte di una delle partite più importanti della legislatura in corso è lo stesso Castelli, che rassicura: «Le Marche non saranno penalizzate. Si era partiti da una ripartizione regolata sulla percentuale di danno che prevedeva il 61% delle risorse per il sisma del 2016 ed il 39% per quello dell’Aquila del 2009. Rispetto a questo, abbiamo avviato un negoziato, introducendo dei correttivi, e siamo riusciti a raggiungere un rapporto di 67% a 33%. Abbiamo dunque aumentato di sei punti percentuali la quota, rispetto a quella definita dalla ripartizione basata sul danno».

C’è però un tema ancora aperto: quello dei parametri di ripartizione tra le quattro Regioni del cratere del 2016. Come sarà distribuito, insomma, quel 67% di risorse strappato nelle trattative? «Con il nuovo calcolo dei danni, aggiornato sulla base dei lavori di definizione dell’ultimo censimento comprensivo delle opere pubbliche – spiega ancora l’assessore –, alle Marche spetterebbe il 64%, all’Abruzzo il 14%, mentre ad Umbria e Lazio l’11% a testa». 


Il ricalcolo
Su questa partita non si è ancora trovata la quadra, e si lavora per arrivare ad una soluzione condivisa nei prossimi giorni. Ma bisogna fare una precisazione: «Non è l’intera quota di 1 miliardo e 780 milioni di euro ad essere soggetta a ripartizione tra i due crateri e tra le singole Regioni». Ci sono infatti progetti generali che coinvolgono nella loro interezza ed in maniera omogenea tutti i territori colpiti dai due devastanti terremoti. Tra questi, l’innovazione digitale per 185 milioni di euro, l’efficientamento energetico per 60 milioni, la realizzazione di sistemi centralizzati di produzione e distribuzione intelligente di energia per 40 milioni, progetti per la conservazione e la fruizione dei beni culturali (depositi per le opere, uno per Regione) per 50 milioni, ed investimenti sulla rete statale stradale con Anas per 175 milioni. Sono invece soggetti a riparto i 100 milioni per rifunzionalizzazione ed efficientamento energetico degli edifici pubblici, i 200 milioni per la rigenerazione urbana degli spazi aperti pubblici, dei borghi, dei paesi e delle città, i 100 milioni per i percorsi culturali, cammini tematici e storici, e turismo, i 30 milioni per il rinnovo del materiale rotabile su gomma per il trasporto extraurbano, ed il potenziamento della rete stradale comunale per 60 milioni. Un bottino da 490 milioni di euro che andrà suddiviso tra il cratere de L’Aquila (33%) e quello del Centro Italia (67%: percentuale, quest’ultima, che andrà ulteriormente ripartita tra Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio).


Gli interventi
Intanto, lunedì ad Ascoli il commissario Giovanni Legnini ha illustrato lo stato di avanzamento dell’iter, ricordando che in queste settimane sono stati approvati «i primi 478 milioni di euro di interventi articolati in 175 milioni per infrastrutture stradali statali, 60 milioni per recupero e rifunzionalizzazione degli alloggi temporanei realizzati a L’Aquila dopo il 2009 (Progetto Case); 33,5 milioni per la riqualificazione delle stazioni ferroviarie di alcuni centri dei crateri, 60 milioni per le strade comunali e infine 200 milioni destinati alla rigenerazione urbana dei centri dei due crateri». E ieri il commissario Legnini ha inviato una lettera inviata ai sindaci dei comuni colpiti dai terremoti del 2016-2017: «C’è ancora possibilità fino al 31 dicembre per regolarizzare le domande di contributo per la riparazione dei danni lievi causati dal sisma 2016 che sono state archiviate o rigettate perché incomplete».

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