L’assessore regionale Aguzzi anticipa le linee guida del nuovo Piano rifiuti: «Biodigestori e discariche in tutte le cinque province. Niente termovalorizzatori»

«L’obiettivo è di portare negli impianti solo il 10% degli scarti entro il 2035»

L’assessore regionale Aguzzi anticipa le linee guida del nuovo Piano rifiuti: «Biodigestori e discariche in tutte le cinque province. Niente termovalorizzatori»
di Martina Marinangeli
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Mercoledì 4 Maggio 2022, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 5 Maggio, 16:28

ANCONA - Un biodigestore, un Tmb (impianto di trattamento meccanico-biologico per i rifiuti indifferenziati) ed una discarica per ogni provincia. Per il momento, nessun termovalorizzatore. Sono queste le linee guida poste alla base del nuovo Piano regionale dei rifiuti, che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno. A tracciare il perimetro è stato ieri l’assessore competente Stefano Aguzzi che, rispondendo in Consiglio regionale ad un’interpellanza del gruppo Pd, ha messo i paletti su un tema da sempre foriero di aspri scontri. 

 

Il tasto delicato
Ed infatti, anche all’interno della stessa maggioranza, si sono registrati non pochi mal di pancia per le sue parole: è ben noto che, soprattutto nel Pesarese, al solo pronunciare la parola “biodigestore” si scateni l’inferno, e solo a febbraio è stata approvata una mozione a firma Rossi (Civici) e Baiocchi (Fratelli d’Italia) che evidenziava le criticità dell’ipotesi di realizzazione di questa tipologia di impianti a Vallefoglia e Barchi. Inoltre, tra le fila del centrodestra non è omogenea neanche la posizione sui termovalorizzatori. Insomma, un ginepraio all’interno del quale Aguzzi dovrà trovare il modo di districarsi. 


La mappa
Intanto, spiega che, «se entro il 2035 solo il 10% dei rifiuti indifferenziati nelle Marche andrà in discarica, come previsto dalle direttive Ue, non servirà il termovalizzatore ed il nuovo Piano regionale dei rifiuti non lo prevederà. Un Piano che dovrà puntare alla minor produzione di rifiuti possibile, all’aumento ed all’ottimizzazione della raccolta differenziata (perché se è vero che oggi nelle Marche abbiamo il 72% di raccolta differenziata è altrettanto vero che un 20% ritorna in discarica perché non è una raccolta differenziata di qualità) e sulla creazione di un’impiantistica nelle varie province per poter trattare i rifiuti direttamente nelle Marche senza portarli fuori regione (oggi il 60% va fuori regione). Sono necessari almeno un biodigestore, un Tmb ed una discarica per ogni provincia». Al momento, ci sono tre discariche nel Pesarese (Urbino, Tavullia e Fano), una nell’Anconetano a Corinaldo, una nella provincia di Macerata - a Cingoli, ma è in via di saturazione e dunque si deve decidere se ampliare il sito o individuarne uno nuovo -, due nel Fermano (Fermo e Torre San Patrizio), ed una nell’Ascolano a Ralluce (Alto Bretta, al centro di un’inchiesta della magistratura, è in via di dismissione). 


Le tempistiche
«Sono arrivate tre manifestazioni di interesse all’avviso pubblico per individuare la società che dovrà redigere il nuovo Piano regionale dei rifiuti – fa sapere l’assessore –. Immagino che nel giro di qualche giorno gli uffici assegneranno l’incarico e poi la società partirà con i dovuti approfondimenti. Voglio essere ottimista, quindi diamoci almeno un anno di tempo. Tutto il 2022 per gli studi necessari e poi successivamente il passaggio in giunta e in consiglio». 


Le critiche
Al quadro disegnato dal titolare della delega ha replicato la prima firmataria dell’interpellanza Manuela Bora (Pd), secondo cui «mentre di giorno l’assessore Aguzzi indica come priorità la realizzazione di un biodigestore ed un impianto Tmb per provincia, di notte i consiglieri di maggioranza impediscono la costruzione degli impianti con continue mozioni, comunicati stampa, prese di posizione. Bisogna realizzare gli impianti per valorizzare la differenziata in un’ottica di economia circolare, verde, eco-sostenibile; peccato che i maggiori avversari della prospettiva indicata da Aguzzi siano proprio i consiglieri e i partiti della maggioranza di destra. Come si concilia, per esempio – si chiede la consigliera –, l’esigere con forza un biodigestore nel Pesarese con la mozione contraria da parte dei consiglieri regionali Rossi e Baiocchi approvata solo due mesi fa? Si tratta evidentemente di un atto che smentisce e contraddice la volontà politica espressa dall’assessore». 

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