La maledizione dell’appalto da 180 milioni per le pulizie nella sanità regionale: Dussman vuole tutto e ritorna al Tar

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Andrea Taffi
L'appalto per le pulizie negli ospedali marchigiani non è ancora stato concluso

ANCONA - Se non è una maledizione, poco ci manca. Non c’è verso di mandare avanti il maxi appalto delle pulizie nelle aziende sanitarie regionali che nel luglio 2019 ha fatto deflagrare l’inchiesta delle Procura di Ancona, ancora in sospeso.  Un tesoro nel senso più stretto della parola: dieci lotti, 116 milioni per cinque anni. Con la proroga di tre anni, che ormai non si nega a nessuno, si arrivava a cubare l’importo record di 180 milioni di euro. Un tesoro, appunto. 

 

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La doccia fredda
Ma è un tesoro maledetto: non appena l’iter riesce a compiere un passo avanti ecco la doccia fredda. E l’albero della cuccagna da 180 milioni di euro rimane senza padrone, in sospeso. Esattamente come gli indagati che all’alba di questa storia (siamo nel primo semestre 2019), secondo Procura e Guardia di Finanza, stavano trafficando per cercare di pilotare l’appalto gigantesco: tra loro l’ex d.g. Asur Alessandro Marini (di lì a poco non confermato dall’allora governatore Ceriscioli), due supermanager del colosso emiliano Coopservice, faccendieri, altri manager di aziende con le mani in pasta più un avvocato anconetano e una funzionaria Asur rimasti impigliati nell’inchiesta per una consulenza fittizia. Quando l’inchiesta affiora all’improvviso è luglio e non si sono neanche aperte le buste per conoscere le offerte. 


L’emergenza pandemia
Poi il Covid, i componenti della commissione aggiudicatrice che vengono riassorbiti dall’emergenza pandemia, le carte che vanno a rilento. A maggio 2020 la stazione appaltante, il servizio Suam delle Marche getta la spugna e scrive ai direttori generali delle quattro aziende sanitarie regionali: andate avanti con la convenzione Consip, avremo tempi lunghi, non siamo in grado di dare risposte in tempi brevi. Le aziende si attrezzano: il colosso del global service Dussman da Capriate San Gervasio, migliore offerente per il servizio pulizie secondo la gara svolta da Consip, pregusta un finale inatteso: tutti i 10 lotti sono suoi. 


L’inizio della storia
Ma è solo l’inizio dell’odissea che si svolge nelle aule della giustizia amministrativa. Due aziende che avevano concorso per il bando Suam vanno al Tar: prima la sospensiva e poi il giudizio di merito in primo grado stoppano l’iter di negoziazione in corso tra le aziende sanitarie e Dussman. Stavolta è l’azienda bergamasca che mette in campo gli avvocati: si va al Consiglio di Stato. E a metà dicembre 2020 il giudizio viene ribaltato. Chi ha partecipato al bando è vuol difendere i suoi diritti a concorrere non può negare alle aziende sanitarie l’adesione del vincitore della gara Consip. Dussman può continuare la sua strada per incamerare i 10 lotti dell’appalto. Sembra della parola fine ma nel frattempo, il Suam si è rimesso in pari. Il 29 marzo scorso nel decreto 68, la responsabile del procedimento che è anche la caposervizio Suam, Enrica Bonvecchi chiude la gara e aggiudica i lotti: Dussman vince il lotto numero 1 e 3. Poi in testa alle altre otto graduatorie ci sono Formula Servizi (lotto 2), Eclean Srl (lotto 4), Coopservice (lotto 5), Euro&Promos.Markas (lotto 6), Papalini (lotto 7), Markas Srl (lotto 8), la rete temporanea di imprese formata da Copura e Multiservice (lotto 9) e diem Srl (lotto 10). 


Parola fine? Macché
Questa sì che potrebbe essere la parola fine. Ma il Suam, secondo un orientamento giurisprudenziale maturato a inizio 2021, consegna i nomi dei vincitori ma non vincola a essi il contratto: sarà l’azienda sanitaria a decidere quali condizioni sono più convenienti. Se quelle della convenzione Consip o quelle della gara con i relativi ribassi. E mentre gli uffici amministrativi di Marche Nord, Ospedali Riuniti, Asur e Inrca iniziano a fare i conti, l’ultimo colpo di scena affiorato con la delibera finita sul tavolo della giunta regionale lunedì scorso. La Regione si costituisce in giudizio e l’incarico viene affidato a Paolo Costanzi e Laura Simoncini del servizio Affari Legali. E chi è il citante? il colosso Dussman ha fatto ricorso al Tar perché reputa illegittima l’aggiudicazione del Suam e vuole tutti i dieci lotti. Il tesoro dei 180 milioni di euro rimane appeso: mettetevi comodi, l’odissea continua.

Ultimo aggiornamento: 15:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA