Navigator a rischio, futuro a rischio. L'accusa dalle Marche: «Nuovi disoccupati creati dalla politica»

Matteo Diomedi, di Senigallia, guida l'Associazione nazionale dei navigator
Matteo Diomedi, di Senigallia, guida l'Associazione nazionale dei navigator
di Andrea Maccarone
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Domenica 20 Marzo 2022, 09:00

ANCONA - Futuro a rischio per i 34 navigator delle Marche. A fine aprile è fissata la scadenza del contratto pubblico a tempo determinato. L’associazione nazionale, guidata dal senigalliese Matteo Diomedi, chiede chiarezza alla commissione lavoro del Senato rispetto al prosieguo delle attività. Il paradosso, tra l’altro, è proprio la precarietà di tali figure il cui ruolo è quello di riqualificare le prospettive occupazionali della parte di popolazione che è rimasta schiacciata dalla precarietà stessa.

 
Le richieste
Così l’associazione dei navigator italiani nel corso dell’audizione in commissione lavoro al Senato ha chiesto una volta per tutte quali dovranno essere le prospettive nel futuro lavorativo per i tecnici dei servizi per l’impiego. «Ci aspettiamo che si trovi una soluzione - afferma Matteo Diomedi - per evitare che si disperdano competenze e professionalità formate ad assistere le persone che si rivolgono ai centri per l’impiego». Figure, quelle dei navigator, per altro volute fortemente proprio da quella politica che oggi appare quanto mai titubante rispetto alle linee di mantenimento o di sviluppo di queste professionalità. «Chiediamo stabilità - ribatte Diomedi - altrimenti verrebbe meno anche un rapporto di fiducia che nel tempo è stato stabilito con le aziende del territorio». Nel 2019, anno dell’avvento dei navigator, in Italia si contavano circa 3mila, tra uomini e donne, deputati a ricoprire questo ruolo. Oggi sono diventati 1.900. Nelle Marche, all’ingresso, erano 55. Oggi scesi a 34. Per l’associazione la prima mossa da mettere in campo è subito l’attivazione di un tavolo ministeriale per individuare la soluzione al problema. «Serve una pianificazione regolare e chiara - incalza Diomedi - e la volontà politica di utilizzare risorse che hanno voluto loro stessi». E tra le leve utilizzate anche l’aspetto del lavoro femminile, infatti tra i navigator il 54% è rappresentato proprio dalle donne. 

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