Namirial, shopping in Francia. Il gioiello senigalliese della trasformazione digitale acquisisce la transalpina Netheos: «E' soltanto l’inizio»

Enrico Giacomelli e Claudio Gabellini
Enrico Giacomelli e Claudio Gabellini
di Andrea Taffi
4 Minuti di Lettura
Venerdì 5 Novembre 2021, 07:50

ANCONA - Se un pezzo significativo della nostra migliore economia - per buona parte nel comparto moda, abbigliamento e calzatura - è stata risucchiata o erosa dai big player francesi c’è anche chi ha fatto il percorso opposto andando a fare shopping nel mercato transalpino, per di più in un settore ad elevata strategicità. Protagonista di tanta incursione è stata la senigalliese Namirial, gioiello marchigiano (da 0 a 70 milioni di fatturato in 21 anni, 500 dipendenti) tra le aziende della generazione Z, che ha annunciato di aver acquisito Netheos, uno dei leader nel mercato francese per l’erogazione di servizi di identificazione e onboarding digitale. 

 
Le coordinate ulteriori
La geopolitica economica sarebbe già uno spunto interessante per gli orizzonti territoriali ma serve qualche coordinata ulteriore per capire meglio il significato tecnico dell’operazione straordinaria: Namirial è un’azienda multinazionale che fornisce soluzioni software e servizi fiduciari digitali per supportare le imprese nel processo di trasformazione digitale. I servizi e le soluzioni Namirial sono aggregati in un’unica piattaforma che include applicazioni per identificare e autenticare gli utenti, flussi di lavoro per gestire firme, fornire certificati per la generazione di firme elettroniche e sigilli elettronici, procedure per l’archiviazione a lungo termine, soluzioni per la fatturazione elettronica, pagamenti digitalizzati e servizi di e-mail certificate. Senza stampare un foglio A4 di carta.


La parabola in alto
Tanto la sua parabola è arrivata in alto sotto la guida dei due fondatori Giacomelli e Gabellini che dalla primavera del 2020 il 70% è stato acquisito da Ambienta, fondo europeo di investimenti con asset per oltre 1,5 miliardi in società pubbliche e private guidate dai megatrend ambientali e i cui prodotti o servizi migliorano l’uso efficiente delle risorse naturali o il controllo dell’inquinamento. Il risultato delle azioni intraprese dalla nuova proprietà (in cui è rimasto attivamente coinvolto Giacomelli) è stata una rapida crescita di Namirial nel 2020 e nel 2021, confermando un ottimo flusso di cassa e solidi profitti.


Il nuovo investimento
A riprova che il nuovo socio di maggioranza vuole continuare ad allargare l’apertura alare dell’azienda senigalliese ecco l’acquisizione di Netheos. L’azienda occupa uno dei cuori pulsanti all’interno del business di Namirial perché ha realizzato una piattaforma integrata che permette la verifica dell’identità, dei documenti e la stipula digitale dei contratti. Il fulcro del servizio offerto risiede nella possibilità di assicurare all’utente una procedura snella, grazie alla quale è possibile ottenere un alto tasso di successo delle operazioni, minimizzando il rischio di frodi. Netheos si rivolge principalmente ai settori regolamentati come servizi finanziari e fintech, assicurazioni e real estate. E soprattutto opera in Francia, un mercato che interessava molto da vicino Ambienta da quando, nel 2020, ha aperto una sede a Parigi. Tra la soddisfazione dei protagonisti - in primis il Ceo di Namirial, Massimiliano Pellegrini («È l’evoluzione naturale delle nostre soluzioni e ci garantirà un vantaggio competitivo sugli altri provider») e quella di Giacomelli («il mercato francese è molto difficile da aggredire e Nerheos sarà la nostra testa di ponte per i mercati di lingua francese») - c’è spazio anche per altre due considerazioni. La prima è nelle parole di Giancarlo Beraudo, partner di Ambienta: «È il primo passo nella nostra strategia M&A (ndr, merge and acquisitions, fusioni e accorpamenti in inglese) che punta ad internazionalizzare ulteriormente Namirial e a promuovere il nostro posizionamento come global leader nei servizi di digital trust». 


La marchigianità viva
E per quanto gli orizzonti, pare, si allargheranno ancora la marchigianità di Namirial è vivissima: Giacomelli è rimasto come presidente del consiglio di amministrazione con il 25% delle quote (Gabellini ha il 5% ma come investitore) e circa 250 dei dipendenti si trovano sempre tra Senigallia e Ancona. Nel mondo digitalizzato con poca memoria e ancor meno radici un ottimo modo per distinguersi. 

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