Moraca (Smi): «Non riusciamo a coprire i turni nelle Marche. Ora la crisi è quasi irreversibile»

Moraca (Smi): «Non riusciamo a coprire i turni nelle Marche. Ora la crisi è quasi irreversibile»
Moraca (Smi): «Non riusciamo a coprire i turni nelle Marche. Ora la crisi è quasi irreversibile»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Novembre 2022, 03:35

Alessandra Moraca, segretaria regionale del Sindacato Medici Italiani: la carenza di medici nel 118 è diventato ormai un problema cronico, Qual è la situazione nella nostra regione?
«La carenza di medici dell’emergenza/urgenza in Italia è del 30% rispetto al fabbisogno. E nelle Marche la situazione non è diversa, anzi». 
Quali sono le principali criticità che si creano a causa di questa carenza?
«La carenza di medici del 118 causa la mancata copertura dei turni e la demedicalizzazione delle ambulanze: come sindacato abbiamo più volte posto l’accento su questo problema».
I numeri restituiscono l’immagine plastica del problema: su 188 medici del 118 nelle Marche, ne mancano all’appello circa 70. 
«Già a fine 2021 c’erano 56 medici del 118 in meno rispetto al fabbisogno marchigiano. E in un anno la situazione è peggiorata. Più volte abbiamo fatto presente che, se non si attuano dei correttivi, la crisi rischia di essere irreversibile».
Perché non si riesce a soddisfare il fabbisogno di medici del 118?
«Il sistema di emergenza/urgenza non è più attrattivo. Questo accade anche perché non ci sono più le tutele adeguate per chi decidesse di intraprendere questo percorso».
È anche una questione economica? I medici del 118 guadagnano meno di altri colleghi della sanità?
«I medici del 118 nelle Marche hanno un doppio inquadramento: alcuni sono dipendenti, altri convenzionati. Come Smi ci siamo sempre battuti per il passaggio a dipendenti dei medici del 118. Non va bene la differenza di trattamento economico: ci deve essere una visione unitaria e che tuteli tutti allo stesso modo».

La carenza di personale si traduce in una meno efficace risposta della rete sanitaria territoriale: questo che impatto ha sui pronto soccorso?
«Molto pesante. Il notevole flusso di pazienti che afferisce ai pronto soccorso è anche legato alla mancanza di medici del 118. Diventa più complicata la presa in carico dei pazienti: è una carenza strutturale nel sistema organizzativo che va corretta al più presto».
Come si esce da questo buco nero?
«La situazione è molto complicata. Ma di sicuro la soluzione non può essere quella di fare ricorso alle cooperative per sopperire alla carenza. Può essere una soluzione in emergenza, ma non va protratta. A volte ci chiediamo anche se i medici mandati dalle cooperative abbiano la formazione adeguata, perché spesso sono neolaureati o pensionati. Il personale sanitario è al limite della sopportazione».
Quindi cosa chiedete?
«Smi da anni chiede un tavolo tecnico per il riordino del sistema dell’emergenza/urgenza e del 118. Nei prossimi giorni siamo convocati in Regione per parlare proprio di questo: ascolteremo quali saranno le determinazioni messe in campo dalla giunta, con la speranza che vengano risolte queste criticità, come ormai da troppi anni stiamo rivendicando. E vorrei aggiungere una cosa».
Prego.
«Guardiamo con interesse alla disponibilità mostrata in questi giorni dal ministro Schillaci riguardo alla questione del settore dell’emergenza/urgenza. Speriamo che, essendo del mestiere, si renda conto di quali siano le difficoltà del sistema».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA