Matteo Marzotto: «Le Marche? Terra su cui investire. Entro novembre nuove acquisizioni»

Matteo Marzotto: «Le Marche? Terra su cui investire. Entro novembre nuove acquisizioni»
Matteo Marzotto: «Le Marche? Terra su cui investire. Entro novembre nuove acquisizioni»
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Domenica 2 Ottobre 2022, 05:25

Griffe e poli produttivi all’assalto delle Marche. Matteo Marzotto, già presidente di Dondup e SP Plast Creating: le Marche sono una regione che conosce bene ed ora è tornato ad investire qui: cosa l’ha convinta?
«Ormai mi considero marchigiano d’adozione. E mi ha fatto un certo effetto apprendere le notizie sul disastro provocato dall’alluvione. Sono zone che conosco bene. Le Marche sono una terra di imprenditori e artigiani che realizzano prodotti incredibili».

 
È contento di aver investito di nuovo nelle Marche?
«Certo. L’investimento in Sp Plast Creating potrebbe non restare solo. Entro novembre comunicheremo altre quattro acquisizioni e posso dire che le Marche sono in lizza».
Può anticipare qualcosa?
«Stiamo valutando diverse aziende. Posso solo dire che seguiremo il percorso intrapreso per cui saranno imprese sinergiche al core business di Minerva Hub».
Come sta andando Sp Plast Creating?
«Direi bene. Stiamo investendo molto in tecnologia, che non vuol dire solo macchinari ma anche processi produttivi. L’azienda di Grottazzolina ha nella tecnologia un suo punto di forza per cui bisogna investire per restare sempre al passo con i tempi».
Un approccio che dà i suoi frutti.

«Complessivamente, Minerva Hub sta sovraperformando gli obiettivi iniziali ed è indirizzato a chiudere l’anno a 120 milioni di euro di ricavi, un livello più alto rispetto a quello previsto».
Molte aziende sono in estrema difficoltà a causa dell’impennata nei prezzi di gas e luce. Come state affrontando il caro energia?
«È un problema rilevante. Cerchiamo di essere il più equilibrati possibile nei consumi al fine di non gravare sui listini prezzi. In Sp Plast abbiamo un impianto fotovoltaico e sono previsti investimenti in questa direzione». 
E quanto alla carenza di manodopera, altro problema sollevato in particolare dal settore della moda?
«La sentiamo. Da un lato dico che i giovani vanno invogliati, dall’altro dico che c’è poca formazione».
Cosa si può fare per recuperare questo gap?
«Penso che una maggiore vicinanza delle grandi griffe nelle scuole di riferimento possa dare delle migliori prospettive ai giovani e quindi sarebbe un sostegno importante».
In che modo?
«Credo nell’alternanza scuola-lavoro. Ne sentiamo parlare solo quando ci sono delle tragedie ma non quando ci sono casi di successo. Infine bisogna vedere le famiglie cosa vogliono fare dei propri figli. Per tutti c’è un futuro sui social?».
 

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