Zona economica speciale e gli sgravi per il Sud: patto a tre per la linea delle Marche

Mercoledì 14 Aprile 2021 di Martina Marinangeli
Zona economica speciale e gli sgravi per il Sud: patto a tre per la linea delle Marche

ANCONA - Lo zoom è sul cratere sismico. Il quadro generale guarda invece alla “politica estera” che la Regione vuole per le Marche. Una filiera in cui un elemento non può prescindere dall’altro. A cristallizzare quella che è la vision di Palazzo Raffaello sull’approccio oltreconfine fatto di relazioni istituzionali strategiche, è l’assessore Guido Castelli che ieri, durante la seduta aperta del Consiglio regionale dedicata alla ricostruzione - a cui ha preso parte anche il commissario Giovanni Legnini -, ha dettato la linea per l’inversione di marcia della Terza Italia. 

 Vaccini Covid: 161 aziende delle Marche si candidano a diventare hub, ma ne resteranno una dozzina

 

Il centro che scivola

Quel centro che sta scivolando sempre più verso sud, come testimoniano i dati impietosi del rapporto Svimez, ma anche il riposizionamento delle Marche tra le regioni “in transizione” da parte dell’Ue. «Serve una relazione strategica con altre Regioni del Centro Italia. In primo luogo l’Umbria, poi l’Abruzzo ed il Lazio», traccia i confini Castelli. E non dimentica i dettami del galateo istituzionale nel riconoscere al governatore Acquaroli che «su questo sta lavorando alacremente». La base di partenza di una “macroregione del centro” non sarebbe dunque quella proposta dal sindaco di Firenze Nardella, che include Toscana ed Emilia Romagna, ma una versione che prenda le mosse dalla cabina di regia dei quattro territorio colpiti dal sisma. «Ha rappresentato un modello valido di relazioni con lo Stato, rappresentato da Legnini, e tra le Regioni.». L’obiettivo è chiaro: fare fronte comune per evitare l’effetto tenaglia tra un Nord motore d’Italia ed un sud che può contare su aiuti ed assistenza. 

La terza Italia scivola

«La terza Italia sta scivolando al Sud – ribadisce l’assessore con delega al Bilancio, oltre che al Sisma –. Il Pil delle Marche 20 anni fa era 24 punti sopra la media europea; oggi siamo 10 punti sotto». L’inversione di rotta, necessaria per non soccombere, può partire proprio dal cratere, perché «le risorse per rilanciare questi territori ci sono. A partire da quelli per la ricostruzione post sisma: 160 milioni di euro del Contratto istituzionale di sviluppo e 1,78 miliardi di euro del Recovery Plan». Due, inoltre, i temi fondamentali su cui Palazzo Raffaello vuole puntare e già presentati alla ministra agli Affari regionali Gelmini durante la visita di lunedì: la Zona Economica Speciale e la realizzazione della Pedemontana delle Marche. Aspetti su cui è il governatore Francesco Acquaroli a puntare l’accento nel suo intervento: «se da una parte c’è una ricostruzione che è in una fase di accelerazione importante, dall’altra dobbiamo immaginare azioni congiunte. Zes ed inserimento di interventi nel Recovery Plan, come la Pedemontana delle Marche, sono traiettorie fondamentali». 

La sintesi di Legnini

Zoomando sul cratere, Legnini ha ricordato che, «nei primi tre mesi del 2021, sono stati 1.900 i decreti di concessione di contributi, gran parte dei quali nelle Marche. Il ritmo di varo dei decreti è triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La chiave per trasformare una delle ricostruzioni più complesse, ampiamente sottovalutata e sottostimata, in una ricostruzione di qualità e veloce, risieda nell’interpretazione di un governo multilivello, cioè la possibilità di attribuire responsabilità a Comuni, Regioni e Governo attraverso l’organo commissariale». Uno spirito ecumenico ha intriso anche gran parte del dibattito in Aula, chiuso con una risoluzione, votata all’unanimità (fusione di quattro separati documenti targati Pd, M5s e maggioranza) che, tra le altre cose, chiede la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2024. «Dovremo tutti insieme fare uno sforzo per scrollarci di dosso gli aspetti di appartenenza – il commento del consigliere Romano Carancini, primo firmatario della risoluzione dem –. Il Pd vuole contribuire a costruire questo pezzo di futuro, non dimenticando la svolta che Legnini ha impresso alla Ricostruzione. La forza di questi anni sono stati i sindaci di ogni colore, al fianco dei cittadini giorno e notte».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA