Acquaroli e il Covid: numero impressionante di casi, tracciamento impossibile. «Addio al giallo in arancione dal 24 o dal 31»

Giovedì 20 Gennaio 2022
Acquaroli e il Covid: numero impressionante di casi, tracciamento impossibile. «Addio al giallo in arancione dal 24 o dal 31»

ANCONA - «La questione non è se rischiamo la zona arancione, ma se ci finiamo lunedì prossimo o il lunedì successivo, tanto è risicato il margine». Un’analisi che lascia poco spazio alle interpretazioni quella del governatore Francesco Acquaroli che, dati alla mano, traduce in sfumatura di colore quello che è un trend consolidato da ormai qualche settimana. Il tasso d’incidenza è schizzato alle stelle – ieri ha raggiunto il nuovo record di 2549 casi ogni 100mila abitanti –, e le terapie intensive hanno già da tempo superato la soglia del 20% nell’occupazione dei posti letto, benché con i nove pazienti in meno negli ultimi due giorni, la percentuale sia scesa al 21,5%.

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L’impennata
Finora ci aveva tenuto in zona gialla l’area medica, ma le ultime 48 ore hanno registrato un’impennata negli accessi: 15 degenti in più, cosa che ha portato il tasso di occupazione a 21,9%, appena sotto la sottile linea rossa del 30%. Una manciata di ricoveri e avremo centrato tutti e tre i parametri che sanciscono il passaggio alla zona arancione. Il tutto, mentre il bollettino più nero, quello dei decessi, comunica per il secondo giorno successivo otto vittime, tra cui una settantenne di Civitanova senza patologie pregresse. «Tranne casi straordinari che vadano a determinare un’inversione di tendenza improvvisa nelle positività o nelle ospedalizzazioni – prosegue il presidente –, se non avremo i numeri per la zona arancione questa settimana quasi certamente li avremo la prossima». Il numero uno di Palazzo Raffaello auspica tuttavia una revisione dei parametri valutati dal Cts per determinare lo scivolamento da una fascia di rischio all’altra: «con migliaia di casi positivi al giorno, per lo più asintomatici, ha poco senso tenere in considerazione i contagi. Credo che il parametro dei ricoveri nelle strutture ospedaliere sia il più giusto. Ad oggi abbiamo un numero enorme di positivi giornalieri ed è impossibile portare avanti il tracciamento: con 5-7mila casi al giorno, sarebbe come tracciare quotidianamente città intere. Spero prevalga il buon senso». Ha poi aggiunto: «Ho sempre detto che il Super Green pass non avrebbe prodotto un effetto calmierante rispetto alla curva epidemiologica, che si sarebbe arrivati comunque a restrizioni di questo genere. Confidiamo sul fatto che sia l’ultimo passaggio che ci apprestiamo a fare e che non ce ne siano altri». Al netto dei cambi di colore, l’aumento dei ricoveri preoccupa per l’impatto che ha sullo svolgimento dell’attività ordinaria degli ospedali.


Botta e risposta
Alle critiche sullo sbilanciamento nel numero dei casi Covid gestiti dalle diverse strutture – con Marche Nord che da sola ne accoglie 22 in intensiva, 31 in semi intensiva e 61 in area medica – ha replicato l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini: «Gli investimenti fatti dallo Stato durante la prima ondata hanno portato a 105 nuovi posti letto di terapia intensiva nelle Marche e si è scelto di farne 41 a Marche Nord. Quindi mi chiedo: come si può immaginare che le persone non le curiamo a Pesaro ma da un’altra parte? Allora avremmo dovuto investire da un’altra parte o spostare i posti letto. Diciamolo con chiarezza: qui c’è anche l’ambizione di alcune aziende di accaparrarsi i finanziamenti, le tecnologie, e poi si dice che abbiamo troppi pazienti». Poi l’affondo: «ogni sindaco mi chiama dicendo che non vuole pazienti Covid nei propri ospedali, ma queste strumentalizzazioni sono gravi perché non possiamo discriminare i pazienti in base alla tipologia».
m. m.
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Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 19:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA