Nel Pd scoppia il caso Sturani:
clima rovente sulle candidature

Sabato 12 Ottobre 2019 di Andre Taffi

ANCONA - Una letteraccia, riservata e gelida. Da Fabio Sturani, capo di gabinetto dello staff di Ceriscioli al governatore medesimo. È successo a inizio settimana quando Sturani, in una mail molto scocciata, ha ritirato la disponibilità a occuparsi delle questioni legate ai fondi per lo sport regionale. La questione, più o meno spinosa, sembra già rientrata ma è diventata il caso del giorno e misura in tempo reale le temperature in rialzo nei rapporti interni al Pd regionale dopo il patto con il M5S sulla legge elettorale. Caso rientrato al punto che, a domanda precisa, Sturani ieri ha fatto spallucce («Non devo dire niente, non c’è nessun caso e lo sport è l’unico settore della Regione che non ha problemi» ipse dixit). Eppure nei corridoi della Regione si è parlato e si parla dell’improvvisa levata di scudi del capo dello staff del presidente. 

Il casus belli che ha scatenato questo silenzioso putiferio sarebbe stato la mancata disponibilità di Ceriscioli a far presenziare Sturani ad un appuntamento della Scuola regionale dello sport del Coni Marche. È risaputa la competenza di Sturani in materia di Comitato olimpico regionale, così come è risaputa l’attività in seno alla Regione di Sturani per la gestione dei fondi dell’ente dedicati all’associazionismo e all’impiantistica di tutto il territorio marchigiano. L’incidente diplomatico avrebbe avuto come punto di caduta una lettera che Sturani ha inviato a Ceriscioli nella quale è stata sottolineata la rottura del rapporto fiduciario tra i due nel quadro di un esercizio così singolare in questa sfera di azione. Sturani, in quanto fuori dal consiglio regionale, infatti, non ha delega ufficiale per la gestione dei fondi dello sport ma la sua capacità di sciogliere nodi attinenti alla materia sportiva è una skill conosciuta a tutte le latitudini. 
  
Le ultime ore dovrebbero aver consegnato una ricomposizione del quadro, non si sa bene per merito (o rassicurazione) di chi, ma i rumors hanno continuato a inseguirsi. La lettura più immediata è che la vicenda nasca sullo sfondo della sintesi sulla legge elettorale tra Partito democratico e Movimento Cinque Stelle. Sintesi che riduce i posti disponibili per i dem in consiglio regionale per la prossima legislatura. Declinata su Ancona, la restrizione del recinto conclama un affollamento già palese: si sa per certo che il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo è pronto a ricandidarsi. Così come è scontato che Emanuele Lodolini offra la sua disponibilità per tentare la via consiglio regionale. Anche di Sturani si parla da tempo come possibile candidato dopo la definitiva chiusura delle vicende giudiziarie (anche sul versante contabile) della vicenda Ccs. 
La causa democrat
L’ex sindaco di Ancona è convinto di avere numeri e seguito (oltre a una comprensibile voglia di rivincita) per poter contribuire alla causa dei democrat nel capoluogo regionale. Disponibilità tuttavia che già crea questioni di vario tipo nello scacchiere politico del capoluogo: difficile ipotizzare che la sindaca Mancinelli non sostenga Lodolini, né è pensabile che Mastrovincenzo possa fare passi indietro. Ma se le chiacchiere elettorali possono finire nella dietrologia è un fatto oggettivo la dissonanza tra causa ed effetto di questa storia. La mancata presenza in un appuntamento del Coni Marche è questione formalmente di superficie per scatenare una reazione di questo genere. La realtà verosimile è che all’interno del Pd il capitolo candidature sia già materia incandescente. E che i conti da correggere per difetto (effetto della divisione dei posti in consiglio regionale con i grillini) non aiutino a raffreddare gli animi.

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