Frenquellucci, grillina a fianco di Ricci:
«Io ci metto la faccia, ma con cautela»

Sabato 12 Ottobre 2019 di Simonetta Marfoglia

Francesca Frenquellucci, capogruppo 5 Stelle in consiglio comunale a Pesaro: con il patto rossogiallo sulla riapertura di Pesaro Studi e la delega all’Università ha trasformato in un panzer politico la sua “rivoluzione gentile”.

«Abbiamo lavorato bene con l’impegno di tanti: Pesaro studi era un tema che ci stava a cuore. Abbiamo parlato con Bonisoli, con il rettore Stocchi, con la senatrice Montevecchi. Aspettavamo solo il momento giusto per presentare la mozione in consiglio comunale. Non volevamo mollare l’osso».

Effetto domino dal nazionale al locale, l’approvazione ha destabilizzato gli equilibri maggioranza-minoranza, il centrodestra non l’ha presa benissimo.
«Sinceramente l’approvazione del documento ha sorpreso anche noi. Pensavamo venisse bocciato, o meglio che il Pd lo respingesse e l’opposizione votasse con noi. Invece si è capovolto il risultato. Mi dispiace per la Lega e gli altri che con la loro astensione hanno perso un’occasione per lavorare per il bene comune. Si vede che per loro è più facile distruggere che costruire. Ma sa cosa mi ha veramente spiazzato?».

No, dica.
«La telefonata il giorno dopo della segreteria del sindaco che mi fissava un appuntamento».

La mossa di Ricci ha portato lui e Pesaro alla ribalta nazionale come laboratorio politico. Non teme un risvolto di cinico opportunismo?
«Non sono una sprovveduta. So come funziona la politica. E ci metto la faccia».

Però la strumentalizzazione può essere dietro l’angolo.
«Ce lo state ripetendo tutti come se noi 5 Stelle fossimo Alice nel paese delle meraviglie. Quando ho avuto la proposta mi sono confrontata con gli attivisti e abbiamo deciso di portarla avanti. Quella sera abbiamo fatto l’una, ero sfinita: è una responsabilità grossa e mi sento tutto il peso di questa responsabilità. Ma l’idea che realtà politiche diverse possano lavorare insieme nell’interesse dei cittadini vi pare davvero così assurda? Abbiamo in piedi un progetto: se non si porta avanti fallisco io ma fallisce anche il sindaco».
 
Magari se invece funziona il merito lo può prendere Ricci.
«Io ho la delega, io sono dentro il progetto. E faremo  tutti passi insieme. Siamo sulla stessa barca».

Sulla stessa barca e con mezzo piede in giunta anche se è una delega senza portafoglio.
«Continuerò a essere una consigliera di opposizione. Oggi in Comune mi sembrano tutti molto disponibili ma voglio vedere i fatti su uno specifico progetto. Quando non saremo d’accordo su degli argomenti voteremo contro. Come sempre è accaduto».

Un battistrada anche per la Regione?
«A questa domanda non posso rispondere perché non so che cosa succederà il prossimo anno, vediamo come va l’Umbria». 

Dalla base tutto bene? O c’è chi deve prendere il Maloox?
«Sono io quella che inizialmente aveva più dubbi, sono stati gli attivisti a spronarmi e a chiedere di andare avanti. Lo ripeto: se alla fine vediamo che è un discorso solo di facciata sono pronta a fare un passo indietro».

Il dissidente Mirko Ballerini, tra i fondatori del Meet Up pesarese e  in rotta con i 5 Stelle per le candidature alle amministrative, non è stato tenero.
«Sono mesi che non lo vediamo più. La sua opinione non conta, conta la volontà del gruppo».

Ma voi un Ceriscioli bis lo votereste?
«Ha fatto le sue scelte, di certo non condivido il nuovo ospedale di Pesaro».

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