Si salva soltanto il settore del turismo
Mancinelli e Ricci le prime alternative

Sabato 12 Ottobre 2019 di Maria Teresa Bianciardi

Pollice verso su tutti i fronti, tranne per due direttrici made in Ceriscioli: la strategia turistica regionale che fa guadagnare al suo governo un gradimento pari al 60% e - sul fronte puramente politico - l’intolleranza manifesta del prof pesarese alle primarie di coalizione. Il 53% dei marchigiani interpellati da Sigma Consulting la vedono infatti come lui e più in generale come il gotha del Pd. Meglio non andare a sfidarsi all’interno della coalizione per cercare il candidato governatore. Amen.

Ma la batosta più dura da digerire è la bocciatura personale in caso di candidatura bis al ruolo di governatore. Ci vuole talento anche per cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno nella notorietà riconosciuta a Ceriscioli rispetto agli altri ipotetici sfidanti. Perché lui è il più noto, ma non viene indicato come il più adeguato all’incarico. Su una rosa di 10 papabili, Ceriscioli risulta ottavo, prima di Paolo Arrigoni (Lega) e Gianni Maggi (M5S). Sul podio in ordine decrescente: Valeria Mancinelli (sindaco di Ancona), Flavio Corradini (ex rettore di Camerino) e Matteo Ricci (sindaco di Pesaro). E così le due uniche direttrici positive convergono senza pietà in un buco nero dove si rischia di vedere disperdere tutte le azioni messe in campo in quasi cinque anni di amministrazione. 
 
Le risposte al sondaggio equivalgono a una sentenza. Domanda: «Come giudica l’operato del presidente Ceriscioli e della sua amministrazione regionale?». Il 49% ha giudicato efficace l’azione del governatore, il 47% quella della sua giunta. Promozione turistica a parte, tutti gli altri settori affondano in giudizi che passano da negativi a profondamente negativi. Vedi la gestione del territorio: promossa solo dal 18%. La Sanità: il 64% la boccia senza appello. Scarsa la capacità di comunicare (34% di gradimento), dubbi sulla strategia ambientale, sull’agricoltura e sui trasporti in una percentuale che va dal 34 al 36% di pareri positivi. Poi c’è la domandona: «Quanto il presidente Ceriscioli è in grado di rappresentare tutti i territori delle Marche?». Il 71% degli interpellati risponde poco e per niente, il 29% molto e abbastanza. Un boccone difficile da mandare giù per un governatore che fin dal suo primo giorno a Palazzo ha dichiarato di volere essere il «sindaco dei marchigiani», ovvero la figura istituzionale più vicina ai cittadini. Quella che garantisce attenzione, risorse, servizi, interventi mirati. 
Il peso del sisma
Nel giudizio negativo ha avuto la sua parte l’immobilismo della ricostruzione e il caos burocrazia nelle terre del sisma. E non deve essere facile per il professore di matematica - che ha applicato gli algoritmi per individuare le aree perfette dove realizzare gli ospedali unici - incassare la bocciatura dal 68% del campione intervistato nel sondaggio sull’attuale amministrazione regionale. 

Ultimo aggiornamento: 12:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA