Il virologo pesarese Burioni sulle misure adottate nella Ue: «Chiudere in casa i vaccinati? Ingiusto e pure intollerabile»

Il virologo pesarese Burioni sulle misure adottate in alcuni Paesi: «Chiudere in casa i vaccinati? Ingiusto e pure intollerabile»
Il virologo pesarese Burioni sulle misure adottate in alcuni Paesi: «Chiudere in casa i vaccinati? Ingiusto e pure intollerabile»
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 20 Novembre 2021, 02:10 - Ultimo aggiornamento: 15:51

ANCONA -  «Chiudere in casa i vaccinati per colpa di chi senza motivo razionale non si è vaccinato contro il Covid è come proibire la circolazione a tutti perché qualche irresponsabile guida ubriaco. Immensamente ingiusto e intollerabile». Non usa mezzi termini il virologo pesarese Roberto Burioni, docente dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che commenta via Twitter quanto sta accadendo in diversi Paesi europei, come l’Austria che in alcune aree ha ampliato le misure di lockdown a tutta la popolazione.

 
L’esperto riflette anche sul lockdown dei non vaccinati, tema caldo su cui ci si interroga in un’ Europa alle prese con l’impennata dei contagi e pone un quesito: «Domanda per giuristi: un lockdown limitato ai non vaccinati (che non hanno infranto alcuna legge) sarebbe costituzionale?». È questo il tema del giorno che anima anche il confronto tra i governatori delle Regioni che stanno discutendo sull’opportunità non del lockdown ma dei Green pass ristretti per chi non ha voluto procedere alla somministrazione delle dosi anti Covid. Nelle Marche il presidente Acquaroli non è molto convinto sulle restrizioni limitate ai no vax e anche ieri ha ribadito la sua posizione: «Alzare muri non mi sembra il modo migliore per convincerli a vaccinarsi né per affrontare la pandemia. E quest’anno, anche se c’è una recrudescenza del virus, la situazione è diversa rispetto al 2020: stiamo andando verso la stagione invernale, un rialzo della curva dei contagi è fisiologico, ma prima di arrivare ad un indirizzo come quello adottato in Germania bisogna fare attenzione».


Anche Burioni su questo punto alza le mani: «La scienza indica che le vaccinazioni sono la via d’uscita dalla pandemia, ma non indica quale sia il modo migliore per convincere la popolazione a vaccinarsi». Ma il virologo pesarese nei giorni scorsi ha anche lanciato un allarme che è difficile ignorare: la continua emergenza pandemica costringe la sanità a concentrarsi sul Covid tralasciando tutte le altre patologie. «Non esiste solo il Coronavirus, e una nuova ondata pandemica rischia di congestionare ancora gli ospedali e di impedire controlli per altre malattie. È importante che chi deve ancora vaccinarsi lo faccia il prima possibile così come chi deve fare la terza dose la faccia, perchè abbiamo visto che l’efficacia della profilassi diminuisce dopo 6 mesi. E poi dobbiamo prendere le precauzioni, soprattutto in ambienti chiusi, quindi mascherine e ricambio d’aria, perchè questo è il periodo più favorevole per la trasmissione degli agenti respiratori come Sars-Cov- 2».

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