È il Vax-day, si vede la luce. Nelle Marche oggi 200 dosi: ecco chi è il primo medico vaccinato

È il Vax-day, si vede la luce. Nelle Marche oggi 200 dosi: ecco chi è il primo medico vaccinato
È il Vax-day, si vede la luce. Nelle Marche oggi 200 dosi: ecco chi è il primo medico vaccinato
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Domenica 27 Dicembre 2020, 04:45 - Ultimo aggiornamento: 09:51

ANCONA  - Un aereo militare si è alzato dallo scalo capitolino di Pratica di Mare per raggiungere l’aeroporto Sanzio di Falconara. A bordo, le 200 dosi di vaccino Pfizer-Biontech, distribuite in 40 fiale, che servono a dare l’avvio alla profilassi marchigiana nel V-Day in contemporanea in tutta Europa. Scortate dall’esercito, le fiale vengono trasportate fino all’ospedale Inrca di Ancona nella prima mattinata e da qui smistate per raggiungere gli altri centri vaccinali distribuiti nelle cinque province. Inizia così il Vaccine Day nelle Marche, che oggi vedrà coinvolti operatori sanitari ed ospiti delle Rsa.

LEGGI ANCHE:

Vaccino Covid in Italia, si parte domenica: le prime 5 dosi allo Spallanzani. L'infermiera, la ricercatrice e gli altri


Una somministrazione simbolica per i primi 200 volontari – in simultanea in nove strutture a partire dalle 10 – nell’attesa che inizi la campagna vera e propria. Un momento storico che si concretizzerà nell’avvio di una vaccinazione che, si spera, permetta di far scorrere i titoli di coda sulla devastante pandemia da Covid-19. «Abbiamo già preparato il materiare per l’allestimento delle fiale in box di polistirolo, con siringhe, fisiologica ed aghi - fa sapere il dottor Massimo di Muzio, che dirige la Farmacia clinica dell’Inrca di via della Montagnola e si è occupato delle operazioni per il V Day -. Dal momento della consegna delle fiale, ci vogliono non più di 15 minuti circa per smistarli». Una volta ripartite a seconda delle necessità dei punti di somministrazione, vengono caricate su tre volanti della Polizia Stradale, una diretta verso nord, una verso sud ed una terza verso l’interno della regione, favorite da strade decongestionate dal traffico causa zona rossa. Le destinazioni da raggiungere sono distribuite per le cinque aree vaste.

Le strutture adibite oggi alla somministrazione dei primi vaccini sono l’ospedale San Salvatore di Pesaro e quello di Urbino per l’Area vasta 1; l’Inrca e Rsa Inrca, l’azienda ospedaliera di Torrette, l’spedale Carlo Urbani di Jesi e la Rsa di Arcevia per la provincia di Ancona; l’ospedale San Severino Marche – Hospice per l’Area vasta 3 di Macerata; il nosocomio Murri per la provincia di Fermo e l’ospedale Madonna del Soccorso San Benedetto per quella di Ascoli Piceno. Un’imponente operazione organizzata fin nel minimo dettaglio che farà da banco di prova per la campagna vaccinale vera e propria, quando a doversi sottoporre alla profilassi sarà l’intera popolazione, sebbene suddivisa per fasce di priorità.

Dopo l’odierno V-Day, si proseguirà con la vaccinazione di operatori sanitari e personale ed ospiti delle Rsa, per un totale di 37.872 dosi previste per le Marche. Alla prima somministrazione, dovrà fare seguito il richiamo il 21° giorno successivo. La potenza di fuoco dell’operazione dovrebbe aumentare ulteriormente dal 6 gennaio, quando è previsto il via libera dell’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) al vaccino di Moderna. L’operazione V-Day è partita nella mattinata di Natale, quando il veicolo contenente le 9.750 dosi destinate all’Italia, partito dal Belgio, ha oltrepassato la frontiera del Brennero e si è diretto la Capitale. Un lungo tragitto durante il quale è stato costantemente scortato dai carabinieri. In serata è arrivato alla caserma di Tor di Quinto a Roma, dove è stato tenuto al sicuro dagli agenti per la notte.

Un’altra garanzia di sicurezza è stata fornita dall’azienda produttrice del vaccino, che ha installato in ciascun contenitore un sensore termico con Gps per monitorare la posizione e la temperatura di ciascuna spedizione 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Ieri mattina, il furgone Pfizer è arrivato all’ospedale Spallanzani di Roma, hub di stoccaggio nazionale del vaccino dove è stata operata la divisione delle fiale in apposite scatole da destinare alle Regioni italiane.

© RIPRODUZIONE RISERVATA