La richiesta di Carloni al ministro: «Tra Regioni e governo un tavolo sulle strategie di politica industriale»

Martedì 10 Maggio 2022
La richiesta di Carloni al ministro Giorgetti: «Tra Regioni e governo un tavolo sulle strategie di politica industriale»

SENIGALLIA  - Rilanciare l’economia nel post pandemia e con una guerra che incombe ai confini dell’Europa e che si porta dietro l’impennata nei costi dell’energia ed il contraccolpo sui mercati. Il tema è di quelli macro, e non esiste una ricetta già pronta. Ma le Marche provano a mettere in fila tutte le questioni per sbrogliare l’intricata matassa, radunando un parterre delle grandi occasioni.

 

Ieri alla Rotonda di Senigallia, è andato in scena il meeting nazionale della Commissione Sviluppo economico – presieduta dal vicepresidente della Regione Mirco Carloni – della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla presenza del titolare del Mise Giancarlo Giorgetti. A dare il via ai lavori è stato il governatore Francesco Acquaroli, che ha aperto il suo intervento sottolineando come «parta dalle Regioni la ripresa dello sviluppo economico: rispetto al governo centrale, sanno interpretare meglio le esigenze territoriali».

Un passaggio poi sulle sanzioni imposte alla Russia per l’invasione dell’Ucraina, che «stanno producendo danni importanti alle nostre imprese, alla nostra economia, soprattutto alla manifattura. Un danno che va assolutamente sostenuto da governi nazionali e Europa, altrimenti rischiamo di perdere posizioni in termini di competitività, ma anche la desertificazione di alcuni settori». Nel ruolo di “padrone di casa”, Carloni ha chiesto al ministro un tavolo di confronto politico permanente tra Regioni e governo, finalizzato «alla concertazione della definizione delle strategie di politica industriale». Ha poi evidenziato come «dinamismo e capacità di reazione di fronte ai nuovi scenari siano caratteristiche fondamentali per sopravvivere. Le nostre imprese sono chiamate a questa vivacità, ma lo siamo anche noi come istituzione».

E da dove si parte? «Di fronte all’evidente cambio di rotta dell’Europa su alcune scelte di politica generale, non possono rimanere invariate le scelte di politica industriale ed energetica. La Francia sta riducendo i costi dell’energia alle proprie imprese grazie al nucleare; la Spagna ha riattivato i rigassificatori. Noi non possiamo pensare, in una fase come questa, di mantenere ferma la strategia di chiusura di tutte le centrali di produzione dell’energia, facendo fallire inevitabilmente il sistema produttivo. Non possiamo permetterci di lasciare chiusi i rigassificatori – sottolinea –. È giusto rispondere alla guerra, ma non si può far pagare il prezzo solo agli imprenditori».

 

È stata poi la volta dell’intervento da remoto del presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che ha descritto l’evento di ieri come l’anticipazione degli Stati generali della Conferenza, ribadendo «il valore del sistema Regioni, sempre più incisivo nelle scelte decisionali del sistema Paese. Chiediamo a governo e Parlamento di istituzionalizzare il rapporto con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome». Dopo gli interventi di Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, e di Gian Luca Gregori, Rettore della Politecnica delle Marche – che ha illustrato una relazione sul tema “Regioni, imprese e ricerca: quale alleanza strategica per una nuova competitività del sistema Paese” -, si è collegato con il meeting da Dubai Sultan bin Saeed Al Mansoori, ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti dal 2008 al 2020, che ha rilevato come «i governi locali, in generale, debbano avere maggiore voce nei processi decisionali economici anche per facilitare i rapporti commerciali con gli altri Paesi».

La commissione si è poi articolata in quattro sessioni, durante le quali sono intervenuti gli assessori allo Sviluppo economico di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Piemonte, Veneto, Toscana, Molise, Umbria e Lombardia. A questi, si sono affiancati anche quattro imprenditori marchigiani, che hanno raccontato le loro storie di successo: da Roberto Selci, amministratore delegato di Biesse Group, ad Alberto Rossi, presidente Frittelli Maritime Group Spa, passando per Paolo Merloni, presidente di Ariston Group e Roberta Fileni, amministratrice del Gruppo Fileni ed unica voce femminile. «Mi sembra di essere l’unica donna presente – nota infatti l’imprenditrice –: dovrò rappresentarle e spero di farlo al meglio». Le conclusioni spettano a Giorgetti. Poi titoli di coda e foto di rito con ministro ed assessori. Tutti uomini, ça va sans dire.

 

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