Acquaroli e l'apertura del ministro Giovannini: «Passo importante ma non risolutivo»

Acquaroli e l'apertura del ministro Giovannini: «Passo importante ma non risolutivo»
Acquaroli e l'apertura del ministro Giovannini: «Passo importante ma non risolutivo»
di Martina Marinangeli
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Domenica 3 Luglio 2022, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 09:09

ANCONA - Presidente Francesco Acquaroli, il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini, ospite venerdì a Pesaro, ha detto no ad una linea ferroviaria Adriatica dritta, arretrata a 30 chilometri dalla costa, però ha aperto all’idea di fare bypass tra Porto San Giorgio e Grottammare e tra Porto Recanati e Civitanova, oltre a prolungare quello di Pesaro. Lo vede come un buon compromesso o come un progetto a metà?


«Credo che la risposta all’inserimento della linea adriatica nel Ten-T debba essere complessiva e sostenibile dal territorio, oltre che condivisa, perché parliamo di un’opera che avrà un impatto per un arco temporale di lunghissimo periodo, di decenni e oltre. In questo senso, le affermazioni del Ministro rappresentano un’apertura importante rispetto alla prima ipotesi del dicastero, che conferma la fondatezza delle nostre richieste, ma ancora non è risolutiva».


Di cosa c’è bisogno?
«Ora c’è bisogno di ulteriori approfondimenti ed è necessario un confronto con tutti i territori interessati e con le categorie, affinché si possa addivenire ad una soluzione complessiva con una visione che riguardi tutte le Marche».


L’arretramento (o comunque la revisione del tracciato) si rende necessario anche per attutire le conseguenze del potenziamento della tratta, che comporta un sensibile aumento del numero di treni merci: basteranno i bypass per tutelare le nostre coste?
«Proprio per questo noi parliamo di un nuovo tracciato compatibile e sostenibile, realizzato anche per fasi, perché sappiamo benissimo quanto sia vitale per il futuro della nostra regione la sostenibilità di un traffico come quello previsto per questa linea».


Un equilibrio precario.
«Credo che sia interesse di tutti trovare una soluzione che faccia convivere le esigenze del traffico merci con lo sviluppo del nostro territorio, che tra l’altro genera, tra attività, turistiche ricettive e servizi collegati, un gettito annuo molto importante allo Stato. Si tratta di una linea ferroviaria con una previsione di traffico molto elevato che presuppone la massima concertazione per attutirne il più possibile l’impatto. Non possiamo fare l’errore di preoccuparcene quando passeranno i treni con le conseguenze ambientali, economiche e urbane. Occorre ora individuare le soluzioni migliori e programmare nei limiti dei tempi e delle risorse affinché domani queste scelte siano valutate all’altezza della sfida».


Lei aveva invitato il ministro Giovannini a fare un sopralluogo su tutto il territorio per toccare con mano l’impatto che avrebbe il potenziamento. Intanto venerdì è andato a Pesaro. Vi siete sentiti? Rinnova l’invito?
«Con il ministro Giovannini ci sentiamo spesso e le nostre rispettive strutture dialogano quasi tutti i giorni. Non vedo motivo di polemica alcuna, certamente credo che farebbe piacere oltre che a me, alla Regione, a tutti i Comuni della costa che chiedono questo incontro, ma anche alle categorie produttive, avere l’opportunità di un confronto diretto sulla linea adriatica, che è oggetto da anni di riflessioni e di richieste».


All’incontro di Pesaro non c’erano esponenti della Regione tra i relatori: uno smacco istituzionale?
«Evidentemente gli organizzatori non hanno ritenuto utile il nostro coinvolgimento ma questo non incide minimamente nella lealtà istituzionale di tutte le parti in causa. Tra l’altro è previsto a brevissimo un incontro in presenza con il Ministro». 


Quali sono gli altri dossier prioritari, a livello infrastrutturale, su cui state lavorando?
«A14, Porto, Fano Grosseto, Salaria, Pedemontana, oltre alla Orte-Falconara».

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