Divieto sotto i 50 km orari e obbligo di segnalazione

Divieto sotto i 50 km orari e obbligo di segnalazione
Divieto sotto i 50 km orari e obbligo di segnalazione
di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 28 Maggio 2024, 04:05 - Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 07:12

ANCONA La stretta sugli autovelox annunciata ormai da mesi dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini prenderà forma oggi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che restringe il campo di utilizzo, da parte dei gestori delle strade, dei dispositivi di controllo della velocità.

La nuova normativa però non entrerà in vigore subito, ma probabilmente (secondo le interpretazioni di alcuni tecnici) a partire dal 12 giugno prossimo. In ogni caso il decreto assegna un anno di tempo a sindaci, presidenti di Province o di altri enti gestori di strade per adeguare gli autovelox già in funzione alle nuove regole. 

 
L’avviso un km prima


Tra le novità di maggior rilievo, il decreto prevede che gli autovelox siano segnalati in anticipo: almeno 1 km prima fuori dai centri urbani, 200 metri prima sulle strade urbane a scorrimento e 75 sulle altre strade. Anche tra un dispositivo e l'altro dovranno esserci distanze minime, variabili in base alla tipologia di strada, per evitare la serialità delle multe. Il decreto limita la discrezionalità dei Comuni stabilendo che i tratti di strada dove gli autovelox possono essere utilizzati devono essere individuati con un provvedimento del Prefetto, in aree a elevato livello di incidentalità, documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni strutturali.

Sui Comuni ricade l’onere di dimostrare che sul tratto di strada dove intendono installare un autovelox c’è un alto tasso di incidente, fornendo «un’accurata analisi del numero, della tipologia e, soprattutto, delle cause, con particolare riferimento alla velocità come causa principale».


Anche l’uso dei dispositivi “mobili” — quelli piazzati dalla polizia locale in punti diversi della rete stradale - dovrà essere coordinato con la prefettura e in ogni caso dovranno comunque essere riconoscibili. «L’obiettivo - aveva spiegato nei giorni scorsi una nota tecnica del Mit - è garantirne un utilizzo conforme ad esigenze di sicurezza della circolazione, prevenzione degli incidenti e tutela degli utenti della strada».

Sarà possibile installare autovelox solo dove il limite di velocità non è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo generalizzato, «salvo specifiche e motivate deroghe». «sulle strade extraurbane principali - era un esempio citato nella nota del ministero delle Infrastrutture -, dove è previsto un limite di 110 km/h, il dispositivo può essere utilizzato solo se il limite di velocità è fissato ad almeno 90 km/h, ma non per limiti inferiori». Limitazioni anche sulle strade urbane, dove non sarà possibile multare per limiti di velocità inferiori a 50 km/h essendo necessaria in questi casi la contestazione immediata.


«I rilevatori di velocità saranno installati solo per prevenire incidenti, basta fare cassa sulla pelle degli automobilisti», proclamava ieri il ministro Salvini, alla vigilia della pubblicazione del decreto. 


La scure della Cassazione


 

Decreto che però non affronta la questione dell’omologazione dei dispositivi sollevato da una recente sentenza della Corte di cassazione, che ha annullato la multa inflitta a un automobilista di Treviso per un’infrazione rilevata da un dispositivo autorizzato dal ministero ma non omologato, con il rischio di ricorsi a cascata in tutta Italia. Il vuoto normativo dovrebbe essere sanato entro l’estate dal varo del nuovo Codice della strada. Ma nel frattempo tutte le contravvenzioni emesse su rilevazioni di autovelox non omologati, e non ancora pagate, restano a rischio di ricorso.

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