Assenti (Confesercenti) sul piano turistico delle Marche: «Per ricominciare a volare servono aeroporto e tessera del turista»

Sandro Assenti (Confesercenti)
Sandro Assenti (Confesercenti)
di Laura Ripani
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Giovedì 3 Marzo 2022, 02:05

SAN BENEDETTO - Tante speranze, almeno per la stagione prossima ventura affinché possa essere davvero quella del rilancio dopo tanta preoccupazione. Le associazioni di categoria stanno vagliando in questi giorni la bozza di piano regionale del turismo, uno strumento essenziale sia di programmazione sia di spesa perché contiene soprattutto i fondi a disposizione per eventi, fiere, bandi ai quali soggetti privati ed enti pubblici potranno attingere, allo scopo di attirare e fidelizzare i propri clienti. Sandro Assenti, presidente regionale della Confesercenti, sostanzialmente promuove l’impostazione che la giunta Acquaroli ha voluto dare. ma, cogliendo l’opportunità di presentare i propri suggerimenti non si lascia sfuggire l’occasione.

 

Assenti, tiriamo le somme. Soddisfatto del piano regionale?
«Direi che sostanzialmente è un buon piano. Mi piace l’impostazione, prende in esame sia la promozione sia l’accoglienza, ci sono fondi».


Il punto più qualificante?
«Sicuramente quello relativo alla destagionalizzazione. L’estate non si può limitare a tre mesi, dobbiamo fare in modo che i turisti arrivino tutto l’anno. Ci crediamo molto, di concerto con i tour operators».


Rispecchia quindi le vostre richieste.
«Direi di sì anche se a mio avviso non affronta un altro problema strutturale delle Marche, quello del suo isolamento per la mancanza di vie di comunicazione adeguate. E questo ancora ci penalizza».


Entri nel dettaglio.
«Dobbiamo potenziare l’aeroporto di Falconara. Le tratte sia nazionali sia internazionali perché possano atterrare sempre un maggior numero di compagnie come la Ryanair ma non solo. Vale a maggior ragione per il Sud delle Marche che manca di infrastrutture come la ferrovia verso Roma».


Altre integrazioni?
«Si affronta, ad esempio, la questione relativa alle stelle per gli alberghi e per la certificazione delle strutture non alberghiere all’aria aperta come camping chalet e molto altro... sarebbe importante inserire a livello più strutturale fondi per la riqualificazione di queste strutture così da attirare di più i turisti».


Di quale tipo?
«Ecco un punto importante, vari tipi di turismo. Oggi non c’è più una sola forma. E se la costa marchigiana, ad esempio, è molto adatta ai bambini, dobbiamo pensare a quello che oggi si chiama turismo accessibile, destinato ai diversamente abili, alle certificazioni ambientali perché il benessere è sempre un punto molto importante per chi viene sia dall’estero sia dall’Italia».


Altre proposte?
«La tessera del turista. È un argomento al quale tengo molto. Mettendo in rete sia i locali pubblici, sia i privati sia gli enti che potrebbero ad esempio considerare sconti sulla tassa di soggiorno, i parcheggi o l’offerta di servizi, come ombrelloni e sconti nei negozi si potrebbe creare uno strumento esistente anche in altre realtà che, se fatto bene, crea anche la fidelizzazione».


Per fare anche questo ci vuole gente.
«E infatti quest’anno, come già l’anno scorso, potremmo essere a corto di personale. Sembrerà un paradosso in un momento che fa registrare anche picchi di disoccupazione ma non ci sono camerieri, barman e più in generale personale qualificato. Per questo anche le associazioni di categoria devono e vogliono fare la propria parte per la professionalità con corsi di aggiornamento ma, soprattutto di formazione che sarà sempre più fondamentale».
la. ri.
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