Il turismo dopo il sisma si rialza pure dal Covid: arrivi e presenze, la prima stima è +23% sul 2020 e si avvicina ai flussi del 2019

Domenica 10 Ottobre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Il turismo dopo il sisma si rialza pure dal Covid: arrivi e presenze, la prima stima è +23% sul 2020 e si avvicina ai flussi del 2019

ANCONA Ci sono voluti quasi tre anni per riportare i turisti nelle Marche dopo il terremoto del 2017 che ha distrutto i borghi sui Sibillini e fatto tremare per mesi la terra sotto i piedi. Un periodo nerissimo per il settore trainante dell’economia regionale che ha pagato a caro prezzo gli effetti collaterali del sisma di cui ancora raccontiamo le macerie. Eppure nel 2019 si era riusciti a recuperare il terreno perduto, senza strafare, senza record inimmaginabili ma con un flusso standard di presenze - 10 milioni - che ha quantomeno risollevato le sorti di un territorio piegato prima da una crisi economica senza precedenti e poi dalla violenza devastatrice del terremoto. 

 
I flussi
Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, che è arrivato il Covid, il lockdown, la paura dei contagi, la conta delle vittime e il turismo è finito all’ultimo banco, sovrastato da una pandemia mondiale senza precedenti, cancellato dalle misure di emergenza che impedivano spostamenti persino da una città all’altra, figuriamoci da una regione o da uno Stato. Tra gennaio e agosto del 2020 il crollo è stato evidente, soprattutto nel numero degli arrivi e delle presenze dei turisti stranieri. Negli otto mesi presi in esame le strutture ricettive delle Marche hanno registrato 99.698 arrivi per un totale di 549.372 presenze. Nel 2019 i numeri raccontavamo una stagione differente: 302.235 arrivi tra gli stranieri e 1 milione 368mila 586 presenze. Anche quelli di quest’anno, ancora tutti da ufficializzare, descrivono il ritorno degli stranieri nelle Marche, anche se con cautela, seppure con tutte le attenzioni che il Covid richiede. Gli arrivi sfiorano i 150mila e le presenze le 700mila. Ma è sul generale, non sul particolare, che le Marche hanno recuperato terreno rispetto ai due anni presi in esame, che rappresentano la ripartenza e il blocco improvviso. Se nel 2019 le presenze registrate sempre tra gennaio ed agosto erano di 1milione 867mila 953, nel 2020 si assestavano a 1 milione 229mila 707, mentre quest’anno siamo arrivati a 1 milione 430mila 328. 


L’evoluzione
Non male se consideriamo che in realtà la stagione vera e propria è iniziata ad estate inoltrata: prima abbiamo dovuto superare un secondo lockdown, il continuo passaggio da una zona all’altra - specialmente nei primi mesi dell’anno - e infine l’incertezza sulle misure, dal coprifuoco alle regole per la vita sociale, che sono state totalmente dipanate nel mese di luglio. Da lì il decollo è stato sotto gli occhi di tutti e il +23% (sul 2020) registrato fino a questo momento è solamente parziale. Manca infatti il mese di settembre, fondamentale almeno nelle prima quindicina di giorni, quando ancora la scuola doveva cominciare. Sul 2019 invece il gap negativo si assesta al 6%, ma anche in questo caso, l’analisi deve essere completata.

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