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Quanti treni al giorno? Il valzer dei numeri: cinque in più per Ricci. La replica di Rfi e Baldelli: «No, 176»

Quanti treni al giorno? Il valzer dei numeri: cinque in più per Ricci. La replica di Rfi e Baldelli: «No, 176»
Quanti treni al giorno? Il valzer dei numeri: cinque in più per Ricci. La replica di Rfi e Baldelli: «No, 176»
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Sabato 16 Aprile 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 13:20

ANCONA  - Cinque o 136 treni merci in più, rispetto ai 40 che attualmente corrono lungo la linea ferroviaria adriatica? Se la matematica non è un’opinione, appare abbastanza evidente che la discrepanza numerica sulle risultanze in termini di flussi del potenziamento della direttrice, vada ben oltre un plausibile margine di scarto. Parliamo di cifre sideralmente distanti: la prima, viene brandita dal sindaco Matteo Ricci, che si sta battendo per vedere realizzato almeno l’arretramento nel tratto di Pesaro, già finanziato dal ministero delle Infrastrutture con 1,2 miliardi, parte dei 5 miliardi stanziati per l’intera tratta Bologna-Lecce.

L’altra è quella comunicata dalla Regione ai sindaci della costa, che si troveranno a gestire le conseguenze negative di un aumento massiccio di convogli e, per questo, chiedono l’arretramento di tutta la linea, in un progetto complessivo. 


Ed in questo senso, la maggior parte dei primi cittadini coinvolti non ha gradito quella che è stata definita una «fuga in avanti» del collega Ricci. Ma al di là delle posizioni – politiche, oltre che di merito - resta la guerra dei numeri: quanti treni in più passeranno lungo la costa marchigiana? Il dato viene messo nero su bianco nello studio elaborato da Rfi dal titolo “Linea Adriatica Bologna-Lecce – Interventi di potenziamento e velocizzazione” che, dopo l’inquadramento della situazione attuale, riporta gli obiettivi del nuovo progetto, declinandoli tra il trasporto passeggeri ed il trasporto merci. Nel primo caso, parla di «incrementare fino a 200 km/h la velocità sull’intero itinerario». E fin qui, tutto bene.


Quanto alle merci, invece, l’obiettivo è quello di «garantire capacità in relazione all’incremento del traffico dai porti di Taranto, per 2 milioni di teu (l’unità di misura standard nel trasporto di container, ndr) l’anno, e di Gioia Tauro per 1,5 milioni di teu l’anno». Quantità che, stando allo studio di Rfi, su 300 giorni si traduce in 100 treni al giorno (partenza+destinazione) su Taranto e 76 al giorno (partenza+destinazione) su Gioia Tauro. Dunque 176 in totale. Nell’elaborare questa prospettiva, Rfi fa riferimento ad un’ipotesi che prevede treni di 750 metri con limite di 2mila tonnellate ed un carico equivalente di 66 teu.

«Nel caso di treni caricati al limite della capacità – prosegue la relazione, inviata alla Regione dal Mims –, il carico equivalente diventa di 75 teu ed il numero complessivo di treni è pari a 155. Nei ragionamenti successivi – precisa però lo studio - ci baseremo sulla prima ipotesi, essendo maggiormente cautelativa a garanzia della capacità». Dunque, gli interventi di potenziamento porterebbero ad una capacità massima della linea di 176 treni merci: ciò non significa che già da domani la tratta si troverà intasata di convogli, ma in prospettiva lo scenario è contemplato.


«L’obiettivo finale degli interventi di ammodernamento della linea – puntualizza l’assessore alle Infrastrutture Francesco Baldelli – è individuato nella documentazione di Rfi inviata dal ministero, che prevede la velocizzazione a 200 km/h e 176 treni merci. Siamo ottimisti perché il gioco di squadra porterà ad un risultato positivo per una visione complessiva delle infrastrutture delle Marche, che tenga insieme sia l’interesse nazionale che quello regionale. Su ogni tema così importante, il gioco di squadra rafforza le richieste e la possibilità di raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo».
 

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