I soliti brividi della merla, ma nelle Marche gennaio è stato tiepido con 2 gradi oltre la media

Temperatura delle Marche a 7,2° C. Anomalia limitata dal freddo tra il 29 e il 31 I meteorologi Amap preoccupati dalle scarse precipitazioni: «Segnali di siccità»

I soliti brividi della merla, ma gennaio è stato tiepido con 2 gradi oltre la media
I soliti brividi della merla, ma gennaio è stato tiepido con 2 gradi oltre la media
di Lorenzo Sconocchini
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Venerdì 2 Febbraio 2024, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 13:49

ANCONA - Se il 2023 si era chiuso con la palma dell’anno più caldo nella storia meteo della Marche dal 1961 in avanti (addirittura dal 1800, secondo uno studio del Cnr che va oltre le statistiche disponibili) questo 2024 sembra intenzionato a seguirne la scia. Il mese di gennaio - secondo il report dedicato dall’agenzia regionale Amap (ex Assam) all’andamento climatico nelle Marche - va in archivio con una temperatura media mensile regionale di 7,2° C, due gradi tondi in più sulla media registrata nelle Marche nella serie storica 1991-2020 (5,2° C). Non siamo ai livelli di dicembre, quando l’anomalia termica ha sfiorato un surplus di 3 gradi (media mensile 2023 di 9°C contro un dicembre medio a 6,1°) ma il rialzo termico continua ad accumulare sovraccarichi mese dopo mese.

L’anno più caldo

Il 2023 si era chiuso con un temperatura media annua per le Marche di 15,4°C, superiore di ben 1,5°C al valore del trentennio 1991-2020, un riscaldamento superiore rispetto alla media nazionale (+1,14 °C).

Con un +2°C sulla media del trentennio, gennaio 2024 va in archivio come il quarto più caldo dal 1961, superato dalle annate 2007, 2014 2018. E a limitare lo scarto finale (che alla quarta settimana aveva raggiunto +2,5° C) sono stati i cosiddetti giorni della merla, gli ultimi tre del mese, che secondo la tradizione popolare sono i più freddi dell’anno.

La tradizione popolare

Una tradizione quest’anno rispettata, come spiega il meteorologo dell’Amap Danilo Tognetti. «Il perdurare di condizioni anticicloniche ha inibito i naturali movimenti verticali atmosferici cosicché, uno strato di aria che si è raffreddato a causa dell’irraggiamento notturno (amplificato dall’assenza di nuvolosità) è rimasto incastrato nella bassissima atmosfera, a contatto con il suolo». Ecco perché la maggior parte delle stazioni monitorate dall’Amap ha misurato temperature minime spesso molto inferiori alla norma.

«Solo in alcune stazioni a qualche centinaia di metri dal livello del mare i valori termici sono riusciti a scavalcare le medie del periodo - spiega ancora Tognetti –. Nelle ore più calde della giornata, il diffuso soleggiamento, seppur non così carico di energia per l’accentuata inclinazione dei raggi solari, ha comunque permesso alle temperature massime di mantenersi sopra la media, con gli scarti più accentuati misurati dalle stazioni dislocate nel settore alto-collinare e montano». Le nebbie sul settore litoraneo settentrionale e la persistenza di aria fredda anche di giorno in particolari zone microclimatiche (vallate, in prossimità dei corsi d’acqua, versanti esposti a settentrione, …) «hanno impedito anche alle temperature massime di superare la media».

Quello che preoccupa di più i meteorologi dell’Amap, almeno da un punto di vista agronomico, è la latitanza delle precipitazioni, piogge ma anche nevicate. «Gennaio infatti - spiega Tognetti -, sulla scia di dicembre 2023 e così come i precedenti mesi di settembre ed ottobre, è stato meno piovoso del normale: 45mm a fronte dei 56mm del 1991-2020 (-20%)». Segni di siccità, per l’Amap, «si evidenziano nel medio periodo», come rivela un indice che prende in considerazione la piovosità su sei mesi.

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