Teatri delle Marche patrimonio dell'Unesco, la candidatura presentata al ministero

Il teatro di Treia dedicato ad Apollo e alle Muse
Il teatro di Treia dedicato ad Apollo e alle Muse
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Venerdì 9 Aprile 2021, 17:45

ANCONA - L’assessorato regionale alla Cultura ha sottoposto alla Direzione Unesco del Segretariato generale del ministero della Cultura la proposta di candidare i teatri storici marchigiani, come un unicum, come patrimonio dell’Unesco.

«Abbiamo avuto un primo incontro molto promettente - ha spiegato l’assessore alla Cultura, Giorgia Latini - nel corso del quale ho presentato la straordinaria ricchezza di teatri storici delle Marche e  rappresentato la volontà di investire su questo patrimonio anche attraverso la candidatura Unesco». 

Secondo l’assessore, «è in questa direzione che si muove la politica culturale regionale, da un lato promuovendo progetti e programmi di recupero, restauro e riallestimento dei teatri, dall’altro sostenendo nuove forme di gestione degli spazi teatrali con una crescente partecipazione delle compagnie locali e dei giovani per creare dei veri e propri teatri di comunità».

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Un patrimonio unico per capillarità di teatri storici (ora 68 con il distacco di alcuni comuni del pesarese in Emilia Romagna, ma alla fine degli anni 90 , secondo il “ Libro bianco” edito dalla Regione Marche come ricognizione del patrimonio esistente, erano 71 e nel 1868 addirittura 113), un patrimonio unico anche sotto il profilo architettonico e artistico, un patrimonio unico a livello culturale per la funzione sociale a cui hanno assolto nei secoli: ogni più piccolo comune con il suo teatro al centro del nucleo storico conquistava una compiuta autonomia e autosufficienza e un ruolo di prestigio nel territorio circostante, rispondendo anche ad un più complesso processo di aggregazione sociale e di rilancio occupazionale della comunità.


Il “caso Marche”, dunque, alla luce della sua storia e della sua tradizione teatrale,  per unicità nel contesto nazionale e valore artistico e socio-culturale, potrebbe soddisfare i requisiti di riconoscimento Unesco sia come patrimonio culturale materiale che immateriale , cioè un’ espressione e una tradizione che una comunità riconosce come parte integrante del proprio patrimonio culturale.

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