Suicidio medicalmente assistito, un altro marchigiano diffida l’Asur: «Non resisto più, fatemi morire: il mio corpo è puro dolore»

Seconda richiesta di suicidio medicalmente assistito nelle Marche
Seconda richiesta di suicidio medicalmente assistito nelle Marche
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 30 Aprile 2022, 03:00 - Ultimo aggiornamento: 11:27

ANCONA - «Due anni fa ho capito che non sarei più migliorato ed ho deciso di morire. Sono prigioniero di una non esistenza». Antonio, dopo Mario. Due marchigiani in prima linea sul suicidio medicalmente assistito: due marchigiani che hanno aperto un varco tra gli ostacoli normativi ed i continui rinvii in Parlamento. Mario è arrivato fino in fondo: gli esperti nominati dall’Asur hanno messo nero su bianco che il farmaco indicato per mettere fine ad una vita di sofferenze è idoneo alla procedura richiesta.

 

Antonio invece è ancora in attesa del responso del Comitato etico che ancora non arriva. Lo attende da febbraio e per questo, annuncia nuove iniziative legali insieme all’avvocato Filomena Gallo, segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni, che compone il collegio legale insieme agli avvocati Massimo Clara, Angelo Calandrini, Francesca Re, Francesco Di Paola, Rocco Berardo e Cinzia Ammirati.

 
L’appello 
«Il mio corpo è puro dolore, non ho speranza di miglioramento - racconta Antonio - Con l’aiuto della mia famiglia abbiamo costruito questa casa senza barriere, con una palestra, una terrazza per respirare l’aria dei monti. Oggi non basta più. Voglio essere lucido fino all’ultimo istante, per questo ho rifiutato le cure palliative che annebbiano il pensiero. Ai politici vorrei dire: soffro in modo indicibile, il mio corpo è solo tormento e voi in Parlamento perdete tempo. Vi chiedo una cosa soltanto: uscite dal vostro egoismo, pensate a me e ai tanti come me, aiutateci a morire».


L’iter
Anche Antonio, come Mario, è tetraplegico da otto anni e quasi immobile dal tronco in giù e - sottolinea l’associazione Coscioni - «sta subendo anche il calvario giudiziario contro l’Asur per beneficiare di un diritto». Dopo avere ottenuto a fine gennaio una decisione dal Tribunale di Fermo che ha ordinato all’Asur Marche di effettuare ogni verifica così come disposto dalla sentenza Cappato della Corte Costituzionale, e dopo essersi sottoposto agli incontri con i medici, da fine febbraio attende il giudizio del Comitato etico, ultimo step prima di poter accedere al Suicidio medicalmente assistito legalmente.

«È inaccettabile, nonostante il solco tracciato da Mario, che i diritti fondamentali di un cittadino dipendano dalla inefficienza della pubblica amministrazione che continua a dimostrarsi inadempiente - replica Filomena Gallo -. Questo accade in assenza di una legge e un simile scenario si potrebbe ripetere nel caso dovesse passare un testo di legge discriminatorio come quello attualmente approvato alla Camera. Con Antonio stiamo per notificare alla Asur Marche un’altra diffida, la terza dall’inizio della sua vicenda per tentare di sbloccare la situazione».

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