Lo stop del senatore Coltorti (M5S), presidente della commissione Trasporti: «La ferrovia da arretrare? Pensiamo a opere fattibili»

Sabato 22 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Lo stop del senatore Coltorti (M5S), presidente della commissione Trasporti: «La ferrovia da arretrare? Pensiamo a opere fattibili»

ANCONA  - «L’arretramento della ferrovia Adriatica? Ha già tutte le caratteristiche di una gigantesca incompiuta per i costi esorbitanti e per gli immani problemi logistici dovuti allo spostamento delle stazioni lontano dai centri storici attuali». Un intervento a gamba tesa su un tema caldo quello dell’onorevole pentastellato Mauro Coltorti, presidente della commissione Trasporti in Senato, che bacchetta la Regione: «i soldi non piovono dal cielo. Gli amministratori superino le logiche campanilistiche e diano priorità a quelle più urgenti».

 


Il dibattito intorno all’arretramento che consentirebbe di agganciare l’alta velocità sull’asse nord-sud è stato alimentato anche dal recente inserimento del corridoio Adriatico nelle linee Core Ten-T dell’Unione europea, cosa che lo ha reso una direttrice strategica. Tuttavia, il faraonico progetto, che coinvolgerebbe cinque regioni (oltre alle Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise e Puglia), ha un costo stimato in circa 50 miliardi. Non spiccioli, insomma. «Leggo che la Regione veda con favore l’arretramento della linea ferroviaria Adriatica – l’incipit di Coltorti –. In effetti presenta numerose criticità dato che in vari tratti corre a ridosso della spiaggia che sta subendo quasi ovunque un forte arretramento. Si devono rinnovare i binari per renderli idonei ad ospitare treni con standard europei. Si interverrà sulle locomotive - prosegue l’elenco – e sui vagoni per abbattere i rumori e dunque per abbassare le barriere anti-rumore dove le amministrazioni regionali daranno il via libera. C’è ovviamente anche l’adeguamento delle gallerie alle normative europee».

E l’arretramento? «Per uscire dalla crisi causata dalla pandemia, il governo Conte ha ottenuto oltre 200 miliardi per il Pnrr ed ora molte opere sono state cantierate. Le amministrazioni pensano che questo periodo d’oro possa durare in eterno, ma è evidente che questo denaro costituirà debito per i nostri figli e nipoti, debito che sarebbe opportuno riservare per le infrastrutture indispensabili. L’arretramento della ferrovia ha già tutte le caratteristiche di una gigantesca incompiuta. Tra l’altro – osserva – i porti continueranno ad essere ubicati sulla costa e necessitano di alta capacità per l’urgenza di spostare le merci su rotaia. Per non parlare del consumo di suolo di un’opera che dovrebbe essere progettata lungo l’intera linea». 


La priorità, secondo Coltorti, andrebbe data alla Mezzina, «che da Civitanova raggiungerebbe Teramo permettendo di alleggerire il traffico lungo l’Adriatica e fornendo un rapido collegamento con il lato tirrenico della penisola». Il segretario regionale del Psi Boris Rapa, con i colleghi di Emilia Romagna, Abruzzo, Molise e Puglia, chiede la costituzione di un tavolo interregionale sulla questione, introducendo la prospettiva di «realizzare quattro binari lungo la tratta Adriatica, per supportare sia l’alta velocità sia il trasporto merci».

 

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