Stangata sulle bollette, l'assessore regionale Saltamartini: «Rischiamo tagli nella sanità»

Stangata sulle bollette, l'assessore regionale Saltamartini: «Rischiamo tagli nella sanità»
Stangata sulle bollette, l'assessore regionale Saltamartini: «Rischiamo tagli nella sanità»
di Martina Marinangeli
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 17:14

ANCONA - I rincari sui costi dell’energia rischiano di avere ricadute pesanti anche sul settore sanitario, con conseguenze ancora non del tutto prevedibili. A sollevare la questione dall’impatto prorompente è l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, che sottolinea come «le problematiche vere nascano dal fatto che l’aumento dei costi, in una cornice in cui le aziende devono garantire il pareggio di bilancio, possano determinare una riduzione dei servizi sanitari».  

Che l’impennata dei prezzi di luce e gas fossero il primo punto in agenda ad ogni livello istituzionale non è una novità, ma l’allarme lanciato dal titolare della delega va a toccare quello che forse è il segmento più delicato di tutti: la gestione delle strutture sanitarie. E come se non bastasse, nelle scorse ore il governo ha inoltrato agli uffici regionali delle osservazioni sulla riforma della legge 13 - quella che ridisegna l’organizzazione della sanità - avanzando dubbi in particolare sulla questione dell’invarianza finanziaria. Ma procediamo con ordine, partendo dal nodo più complesso.


L’auspicio
«Le spese sono enormemente aumentate e naturalmente occorre fare di necessità virtù - è il ragionamento di Saltamartini -. I costi dell’aumento delle bollette vanno caricati sul bilancio della sanità e l’equilibrio di bilancio è un obbligo». Ai timori fa però seguire anche un auspicio: «Mi auguro che il nuovo governo garantirà un indennizzo alle aziende sanitarie attraverso i fondi del Recovery fund in modo da non caricare i costi sul sistema sanitario che, ribadisco, ha l’obbligo di pareggio». I tetti di spesa autorizzati per il 2021 ammontavano a 2.405.905.351 euro per l’Asur (di cui 165.761.332 euro di mobilità passiva extra-regionale), a 408.134.029 euro per gli Ospedali riuniti di Ancona, a 232.371.005 euro per Marche Nord ed a 83.810.702 euro per l’Inrca. 


I tetti di spesa
Dal rispetto di questi tetti - fissati a livello nazionale ed a cui le aziende ospedaliere sono chiamate ad attenersi - dipendono anche le premialità in termini economici che permettono di mantenere alto il livello del sistema sanitario regionale. Dunque non sforare è una questione di primaria importanza. Ma come fare con luce e gas alle stelle? «Limitare il riscaldamento nelle corsie degli ospedali sarà molto complicato, se non impossibile, - ha infatti osservato Saltamartini -. In ogni caso, il diritto alla salute ed i servizi ospedalieri hanno la priorità su tutto il resto. Io spero che le politiche dell’Unione europea possano concertare quelle degli Stati membri in modo omogeneo».


Riforma nel mirino
Nell’attesa, c’è un’altra grana che si sta profilando all’orizzonte per il settore sanitario. Il governo nazionale ha avanzato delle osservazioni sulla riforma della legge 13 approvata in Consiglio regionale lo scorso 4 agosto. Per capirci, parliamo dell’articolato che rivoluziona l’organizzazione del sistema azzerando l’Asur e realizzando cinque Aziende sanitarie territoriali, una per provincia, versione rivista e corretta delle Aree vaste. E quella di Pesaro Urbino assorbirà Marche Nord, che perderà lo status di azienda ospedaliera. 


Invarianza finanziaria
La legge prevede che, dalla sua approvazione, «non derivano né possono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale a legislazione vigente. All’attuazione di questa legge gli enti interessati provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente». Un’invarianza finanziaria su cui il governo ha chiesto di fornire maggiori dettagli e la Regione è ora chiamata a rispondere a stretto giro di posta, anche per evitare di dilatare i tempi di approvazione di una riorganizzazione già in moto che dal 1 gennaio 2023 dovrà essere pienamente operativa.

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