Spending review nelle Marche, il presidente Acquaroli: «Ora dobbiamo valutare i costi e i risparmi»

Francesco Acquaroli, presidente della giunta della Regione Marche
Francesco Acquaroli, presidente della giunta della Regione Marche
di Martina Marinangeli
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Domenica 12 Giugno 2022, 02:30

ANCONA - L’idea di rimettere mano al costoso patrimonio immobiliare regionale, il governatore Francesco Acquaroli ce l’ha in testa già da un po’. Tuttavia, dall’inizio del mandato, le priorità sono state inevitabilmente altre: dalla pandemia alla ricostruzione di nuovo in stand by a causa dei rincari sulle materie prime, fino ai contraccolpi economici della guerra in Ucraina. Eppure, il pallino è rimasto e negli ultimi mesi, è stato dato mandato ai tecnici ed agli uffici regionali di portare avanti una ricognizione degli spazi, con relativi costi, così da decidere come intervenire per risparmiare.

 
La ricognizione
«L’azione è complessiva – osserva il presidente Acquaroli -. Vogliamo portare avanti un’analisi dei costi per capire se ci sono degli spazi che possono essere efficientati e migliorati perché, comunque, ogni tipo di risorsa che si recupera, la si può mettere a disposizione della comunità marchigiana. Lo stiamo facendo in sanità, e lo facciamo anche per il patrimonio». In particolare, se ne sta occupando il dipartimento guidato da Nardo Goffi, che procede con la ricognizione edificio per edificio. «Stanno emergendo aspetti che potrebbero mostrare degli scenari interessanti – prosegue il governatore –: la Regione è dislocata su sette strutture, ed il solo doverle mettere in contatto, implica spese per gli spostamenti. Poi ci sono i costi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie, i costi energetici, assicurativi. Comportano un esborso molto importante». Ma non è tutto: «Importanti palazzi di funzione pubblica, come quello in cui si svolgono i lavori del Consiglio regionale, prevedono un affitto annuale molto cospicuo». Spese che portano la cifra annua totale a 4 milioni di euro e che si cerca di contingentare.
«Questo scenario – è il punto di Acquaroli - ha richiesto un momento di approfondimento, da mettere a disposizione anche dei consiglieri regionali per trarre le conseguenti valutazioni, perché quando si usano i soldi pubblici, bisogna essere sempre attenti. Davanti ad investimenti importanti che si rendono necessari in alcuni di questi palazzi, serve un quadro complessivo che ci porti ad individuare le scelte migliori». Scelte che potrebbero passare anche per un trasferimento di sede, magari accorpando uffici al momento dislocati in palazzi diversi in un unico immobile più moderno e che dunque necessiti di meno manutenzione. Strada percorsa, per esempio, dalla Regione Puglia. 


Il progetto
«La sensazione – chiude il cerchio il governatore - è che se noi mettessimo sulla bilancia i costi che sosteniamo oggi ed i risparmi che potremmo ottenere se rimodulassimo gli spazi, nell’arco di pochissimi anni doteremmo la macchina regionale di strutture molto più efficienti e moderne utilizzando i soldi risparmiati». Un progetto in itinere, che potrebbe tradursi in una serie di traslochi dai palazzi del potere. Ma è ancora presto per deciderlo. Prima, serve uno studio dei costi e dei benefici di un’operazione del genere, che cambierebbe i connotati alla macchina regionale che conosciamo.

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