Smog, giro di vite sui controlli con 20 stazioni di rilevamento. Arpam: «L’acqua è eccellente»

La centralina alla Palombella di Ancona
La centralina alla Palombella di Ancona
di Martina Marinangeli
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Venerdì 29 Gennaio 2021, 06:10

ANCONA  - Mare da sogno, sesto posto in Italia per la raccolta differenziata e qualità dell’aria in miglioramento. Un quadro delle Marche decisamente positivo quello emerso dalle valutazioni dell’Arpam, che ieri ha illustrato i risultati delle attività svolte nel 2020. «Un annus horribilis», lo ha definito il direttore generale Giancarlo Marchetti - affiancato nella presentazione dall’assessore regionale all’Ambiente Stefano Aguzzi – riferendosi alla pandemia, ma che non ha compromesso l’operatività dell’agenzia.


«Dopo un 2019 di grande crescita, infatti – spiega il dg –, i numeri del 2020 testimoniano quanto sia rimasta sempre presente sin dai primi giorni di crisi, senza mai interrompere i propri servizi e, anzi, ampliandoli, come nel caso della produzione di soluzione disinfettante fornita gratuitamente alle forze dell’ordine e alla sanità marchigiana». Nel 2020 sono aumentate (3.271, +11%), rispetto al 2019, le redazioni di pareri (Aia, Via, Vas, ecc.) e l’attività di supporto tecnico-scientifico agli enti locali. Costante il regime dei sopralluoghi per controlli ambientali ed ispezioni (2.236). In flessione i campioni (18.258), «L’articolata e complessa funzione dell’Arpam costa 11 euro l’anno ad ogni marchigiano», ha sottolineato Marchetti.

Scendendo nel dettaglio dei vari settori esaminati dall’agenzia, le Marche si riconfermano «eccellenti» nella qualità delle acque di balneazione: delle 254 aree monitorate (245 marine e 9 relative ad acque interne), ben 31 hanno migliorato nel 2020 la propria qualità. I risultati dei rilievi hanno visto attribuire la classe “eccellente” in 219 casi (erano 200 nel 2019) e quella “buona” in 21 casi (31 nel 2019), confermando le ottime prestazioni del litorale nel 94% dei punti monitorati. Solo 6 acque sono risultate “sufficienti” e 4 “scarse”, corrispondenti, queste ultime, alle critiche e ben note zone in prossimità della foce dei fiumi Musone e Chienti.

Il quadro provinciale vede sul podio Ascoli Piceno, dove la Riviera delle palme conferma il primo posto dell’anno precedente con il 100% di acque eccellenti. In crescita i dati relativi al monitoraggio della matrice Aria: più stazioni di rilevamento (20) ed analizzatori (110), cui si aggiungono 34 polverimetri ad Ancona, Falconara Marittima, Pesaro e Fano e le sei postazioni del progetto Odor.Net. A proposito dell’app per segnalare odori particolari nella zona della raffineria di Falconara, «sono state 12 le attivazioni tra luglio e dicembre, senza che venisse riscontrata presenza di sostanze tali da rilevare per tossicità secondo i parametri di legge», ha fatto sapere Marchetti. La prossima settimana, l’Arpam illustrerà alla commissione Ambiente del comune Ancona i risultati del monitoraggio sul particolato in città derivanti dai dati raccolti dalle 22 centraline. 

In generale, la qualità dell’aria a livello regionale pare in miglioramento: solo Fano, nel 2019, ha superato i 35 giorni di sforamenti nelle Pm10 consentiti dalla legge, assestandosi su 36 giorni. Per quanto concerne il settore dei rifiuti, le Marche si guadagnano un buon sesto posto in Italia quanto a raccolta differenziata, con un valore medio regionale del 70,5%. A tal proposito, l’assessore Aguzzi ha ribadito l’intenzione della giunta di approntare un nuovo Piano regionale del rifiuti «che deve prevedere una minor produzione di rifiuti a monte, livelli alti di raccolta differenziata ed un’impiantistica finalizzata al trattamento e riutilizzo dei rifiuti perché una percentuale ancora troppo alta finisce in discarica». Ancora da definire la tipologia di impiantistica.

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