Abbandono scolastico, dalle Marche 5 progetti e 750mila euro per "salvare" gli studenti

Martedì 30 Marzo 2021 di Maria Cristina Benedetti
Abbandono scolastico, dalle Marche 5 progetti e 750mila euro per "salvare" gli studenti

ANCONA - Cinque progetti e 750mila euro per non perdersi durante il cammino scolastico. È la sintesi e il “giusto percorso” indicato dalla Regione Marche nello spazio di un bando, che scatterà a breve. Ambizioso e frutto dei tempi, segnati dalla didattica a distanza, l’obiettivo di Palazzo Raffaello: accompagnare le istituzioni scolastiche in un “laboratorio di innovazione”. Puntando sull’insegnamento digitale per favorire il successo formativo e l’inclusione degli studenti. Fine e principio del piano è innalzare i livelli di apprendimento.

 

Un traguardo da raggiungere attraverso la personalizzazione dei piani di studio, la sperimentazione di nuove modalità di apprendimento e la consapevolezza del proprio valore.

Le linee guida 

Dai buoni propositi all’azione, in un passaggio formale. Su proposta dell’assessore all’Istruzione Giorgia Latini, la Giunta ha approvato le linee guida per un avviso pubblico che favorirà la messa in pratica di questa sperimentazione. Una per ogni provincia. A disposizione ci saranno 750mila euro del Fondo sociale europeo: 150mila a iniziativa. «Gli interventi rientrano tra le azioni di orientamento per il benessere dello studente, la prevenzione del rischio di insuccesso e l’abbandono scolastico», è la voce della Latini. I destinatari di questa strategia, per non restare indietro, saranno gli studenti delle scuole secondarie di primo grado. A un patto: che i progetti finanziati, ognuno dei quali dovrà durare 18 mesi, dovranno portare una ventata di rinnovamento. Profondo. «Dovranno innovare l’offerta formativa della scuola, attraverso nuovi punti di forza, realizzabili» è il paletto piazzato dall’assessore. E potranno essere presentati dagli istituti comprensivi pubblici, statali e paritari, accreditati, presso la Regione, per la formazione superiore. Ciascuno dovrà prevedere tre fasi, connesse: innovazione didattica e tecnologica, formazione dei formatori, didattica orientativa sulla base delle tecnologie digitali acquisite. La Latini mette il sigillo. «Sviluppando le competenze orientative, la scuola aiuterà i giovani a valorizzare attitudini e potenzialità, offrendo loro i mezzi e la capacità necessarie per orientare il proprio futuro, scolastico o lavorativo». Il giusto percorso.

 

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