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Scuola, la lezione del ministro: «Classi pollaio? Nelle Marche non sono la vera emergenza»

Scuola, la lezione del ministro: «Classi pollaio? Nelle Marche non sono la vera emergenza»
di Martina Marinangeli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Luglio 2020, 06:20

ANCONA -  I toni sono rimasti sempre cordiali e pacati, ma all’incontro con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina i protagonisti del mondo della scuola marchigiana le criticità le hanno squadernate tutte. Dagli organici all’osso, all’organizzazione del distanziamento anti-Covid, fino al nodo delle classi pollaio – con tanto di guerra dei numeri tra sindacati e Regione da una parte, ed Ufficio scolastico regionale dall’altra – la titolare del dicastero, ieri ad Ancona per discutere dell’avvio delle lezioni il 14 settembre, si è potuta fare un’idea della situazione delle Marche a meno di due mesi dalla prima campanella. 

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E la conclusione che ne ha tratto è di un quadro tutto sommato positivo, nonostante i duri e puntuali interventi dell’assessora regionale Loretta Bravi, delle sigle sindacali e delle associazioni di genitori e disabili, soprattutto in merito al sovraffollamento di alcune realtà distribuite nel territorio. «Le classi affollate ci sono e ne abbiamo parlato – il punto di Azzolina dopo quasi tre ore di incontro con il Tavolo operativo regionale –, ma non sono la regola, data anche la media di 20 alunni per classe».

Ed annuncia: «Di tutti i soldi che arriveranno con il Recovery Fund e che verranno investiti sulla scuola, molti sicuramente andranno per l’edilizia scolastica e la diminuzione del numero di studenti per aula». La giornata marchigiana della ministra è iniziata ieri di buon mattino con una visita all’istituto superiore dorico Savoia-Benincasa, che si è nel frattempo dotato degli ormai famosi banchi monoposto con tanto di rotelle. Una prova sul campo per toccare con mano come ci si sta organizzando per un ritorno in classe a prova di Covid. Giusto il tempo di un breve tour per poi raggiungere le oltre 30 persone – tra cui gli assessori regionali Bravi e Sciapichetti, il Garante dei diritti Nobili, la sindaca e l’assessora di Ancona Mancinelli e Borini, sindacati, rappresentanti delle associazioni di genitori, studenti e disabili – che la attendevano nella sede dell’Ufficio scolastico regionale per fare luce sui diversi punti ciechi. 


Fuori, qualche manifestante ha esposto uno striscione con su scritto: «Non ci servono banchi a rotelle, ma più docenti e più bidelle». «Sto attraversando palmo a palmo i territori e le regioni di tutta Italia - ha spiegato la ministra alla fine dei lavori del tavolo - proprio per vedere quali criticità ci sono e stiamo lavorando molto sugli spazi. Importante, poi, è anche la questione dell’organico: nel decreto Rilancio erano già stati approvati 1,6 miliardi di euro per la scuola ed ulteriori 1,3 miliardi arriveranno con lo scostamento di bilancio. Dunque in totale, per settembre, abbiamo 2,9 miliardi di euro, più i 236 milioni per dare i libri gratuiti agli studenti più in difficoltà. Con questi soldi, daremo risposte alle Marche, come al resto d’Italia, in particolare per l’organico perché, sugli spazi, gli enti locali stanno già dando una grandissima mano. I tempi tecnici per ripartire il 14 settembre ci sono». Quello della riduzione dell’organico – di 41 unità nelle Marche, tra l’anno scolastico appena trascorso e quello che andrà ad iniziare – è stato uno dei temi cardine dell’incontro di ier e la ministra ha voluto sottolineare il distinguo tra «l’organico di diritto, per cui devono essere fatte le immissioni in ruolo, ed abbiamo fatto richiesta specifica al ministero di Economia e Finanza, e quello di fatto, le cosiddette supplenze, per cui da oggi si potranno fare le domande per le graduatorie provinciali».

Ha chiarito la Azzolina: «Abbiamo 2,9 miliardi di euro: una buona quota di questi soldi andrà all’organico». Infine, sul rebus della sovrapposizione tra ripresa delle lezioni e chiamata alle urne per le Regionali, fissata dal governo per il 20 e 21 settembre, minimizza: «Non si parla di settimane di chiusura o altro per la sanificazione, perché si fa in un giorno. Però, in ogni caso, più gli studenti stanno a scuola, più è contento il ministro dell’istruzione».

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