Caro bollette e scuola, i presidi delle Marche: «Dad il sabato? Meglio vacanze di Natale più lunghe»

Caro bollette e scuola, i presidi delle Marche: «Dad il sabato? Meglio vacanze di Natale più lunghe»
Caro bollette e scuola, i presidi delle Marche: «Dad il sabato? Meglio vacanze di Natale più lunghe»
di Andrea Maccarone
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Martedì 30 Agosto 2022, 03:20 - Ultimo aggiornamento: 18:19

ANCONA - La didattica a distanza per ridurre il consumo di energia nelle scuole non convince i dirigenti scolastici. La proposta del presidente nazionale dell’Anp, Antonello Giannelli, di portare gli studenti in dad il sabato divide il fronte dei presidi. Ovviamente quelli iscritti al sindacato di Giannelli sono in linea col pensiero del leader. Mentre gli altri appaiono meno convinti.

Dunque si cercano soluzioni alternative per far fronte ad un inverno da salasso. La prima misura che viene in mente ai dirigenti è la definizione di un tetto massimo della temperatura all’interno degli istituti. In presenza fino al venerdì, e poi il sabato in dad. Sarebbe questa la soluzione messa in campo da Giannelli per tentare di arginare i costi improponibili dell’energia. «Ma non è questo il modo di risolvere il problema - frena subito il professore Francesco Maria Orsolini, preside del liceo artistico Mannucci di Ancona - gli studenti hanno un estremo bisogno di vivere la scuola dall’interno». La dad, infatti, seppure abbia consentito la prosecuzione dei programmi didattici, ha comunque generato profonde criticità negli alunni. Specie quelli più giovani. «Può funzionare la settimana corta - replica Giuseppe Giminiani, dirigente dell’Istituto Aeronautico Antonio Locatelli di Grottammare - ma solo se le ore del sabato vengono recuperate nell’arco della settimana con i rientri pomeridiani. Noi lo facciamo da anni. Per i ragazzi è sempre meglio stare in presenza».  

Le alternative

Ma la questione dei rientri non convince il preside dell’Istvas di Ancona, Francesco Savore, peraltro presidente provinciale dell’Anp, secondo cui «si aprirebbe un’altra falla - spiega - quella dell’organizzazione del trasporto pubblico che, come abbiamo visto già l’anno scorso, non è stato in grado di venire incontro alle nostre esigenze». Dunque? «Certo che sarebbe meglio evitare la dad - continua Savore -, ma non vedo molte altre chance». Fatto chiaro che la dad il sabato ha riscosso successo in alcuni ambienti e meno in altri, i dirigenti scolastici provano a formulare altre soluzioni che potrebbero incidere sul consumo di luce e riscaldamento. «Ad esempio anticipare l’inizio dell’anno scolastico di una settimana e aggiungere una settimana di vacanza a Natale - ipotizza il preside del liceo Marconi di Pesaro, Riccardo Rossini - oppure dotare tutte le scuole di pannelli fotovoltaici». Ma si tratterebbe di alternative strutturali che richiedono altre tempistiche di attivazione. «La dad non mi convince - afferma Valentina Bellini, dirigente dell’Istituto Comprensivo Centro D’Azeglio di Ascoli - meglio calibrare la temperatura in tutte le scuole». Dunque un’indicazione su base nazionale di un tetto massimo sull’utilizzo del riscaldamento. 

La ventilazione meccanica

«Bisogna lavorare sugli edifici - insiste Rossini - migliorare la coibentazione, attivare politiche energetiche di cui siamo in ritardo cronico». C’è poi un dettaglio che riguarda una disposizione che è diventata un fiore all’occhiello della giunta regionale sulla gestione della pandemia: la ventilazione meccanica controllata degli ambienti scolastici. Ma con i prezzi dell’energia schizzati alle stelle potrebbero rischiare di diventare un autogol. «Sono in dubbio se acquistare questi dispositivi - afferma la preside Bellini - sono un dispendio enorme di energia. Meglio areare i locali aprendo le finestre».

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