Lo scontento Di Ruscio verso la presidenza Erap: a settembre aveva firmato un documento critico sul rinnovamento light del centrodestra

Lo scontento Di Ruscio verso la presidenza Erap: a settembre aveva firmato un documento critico sul rinnovamento light del centrodestra
Lo scontento Di Ruscio verso la presidenza Erap: a settembre aveva firmato un documento critico sul rinnovamento light del centrodestra
di Martina Marinangeli
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Venerdì 10 Dicembre 2021, 05:20

ANCONA - Si avvicina la fine dell’anno ed è tempo di nomine. Con il consiglio di amministrazione in scadenza il 31 dicembre, serve un rinnovo al vertice dell’Erap Marche e sui tavoli della commissione Affari istituzionali è arrivata una lista di 34 candidati tra i quali scegliere i sette membri di cui si comporrà il cda. Nella distribuzione dei pani e dei pesci tra partiti di maggioranza, la presidenza – finora ricoperta da Massimiliano Sport Bianchini – andrà ad una figura scelta da Fratelli d’Italia. 


Per il resto, FdI avrebbe dovuto prendersi altri due consiglieri, due sarebbero stati scelti dalla Lega, ed i due in quota opposizione dal Pd. Almeno questa era la prima bozza di accordo: ma considerando che nel presidio di Ancona gli unici due candidati – Lucia Giaquinta e Stefano Gatto – sono in quota Udc, si dovranno rimescolare le carte. La finestra per presentare le candidature si è chiusa il 1 dicembre e c’è tempo fino al 31 per far arrivare le nomine in Consiglio regionale per la designazione dei magnifici sette. Improbabile che si manchi la deadline, tanto più che sembrerebbe esserci la quadra sulla figura del presidente: i primi exit poll danno l’ex sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio come il più quotato per il ruolo. Candidato tra le fila di FdI alle elezioni Regionali del 2020, ha mancato lo scranno di Palazzo Leopardi da capolista per il Fermano.

Ad agosto, insieme ad altre quattro candidate non elette, una per provincia, aveva sottoscritto una lettera di fuoco in cui si criticava la gestione del partito, tacciandola tra le altre cose di sessismo. Poi la fiammata era subito rientrata e, a quanto pare, è tornato il sereno in casa FdI. Oltre a Di Ruscio – in tandem con Anna Giacò nel Fermano per il rispetto della parità di genere -, i consiglieri regionali che fanno riferimento al partito di Giorgia Meloni hanno candidato Monica Mancini Cilla (anche lei nelle fila degli aspiranti consiglieri regionali nel 2020) e Francesco Giuseppe Pacini nella provincia di Ascoli, Mascia Luciani ed Alberto Antognozzi in quella di Fermo, Francesca De Riso e Riccardo Rossi nel Pesarese. L’Udc del presidente dell’assemblea legislativa Dino Latini piazza anche un tadem a Pesaro, con Carmela Maglio e Davide Delvecchio, non eletto consigliere regionale da capolista dell’Unione di centro nella provincia del nord.

Il Carroccio dovrebbe eleggere due membri tra Patrizia Petracci e Sergio Cinelli per l’Ascolano, Michela Vita ed Alan Petrini per il Fermano, Francesca Coluccini ed Andrea Cipolletta per il Maceratese e Gaia Rombaldoni e Giovanni Angelini per il Pesarese. Forza Italia, tuttavia, che tra le sue fila annovera l’assessore all’Edilizia residenziale pubblica Stefano Aguzzi, è rimasta sorpresa dal non essere contemplata nella distribuzione dei posti nel cda e potrebbe dare battaglia, spingendo sulle candidature di Anna Amici ed Andrea Falzetta nel Fermano, e Lara Ottaviani – nella segreteria di Aguzzi – e Mauro Falcioni nel Pesarese.

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