Zero posti ovunque: ecco 10 prestazioni sanitarie impossibili da fare nelle Marche

Ecografia ostetrica e test cardiovascolari? Un miraggio Scatta la lista di garanzia per tutti e 3 i codici di priorità

Zero posti ovunque: ecco 10 prestazioni sanitarie impossibili da fare nelle Marche
Zero posti ovunque: ecco 10 prestazioni sanitarie impossibili da fare nelle Marche
di Martina Marinangeli
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Lunedì 4 Dicembre 2023, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 15:29

ANCONA - Il problema non nasce ora. E di sicuro non è una criticità solo marchigiana. Il nodo delle liste di attesa, con le prenotazioni di alcune prestazioni che slittano avanti nel tempo - troppo - è al primo punto nelle agende di ogni Sistema sanitario regionale, compreso il nostro. Il biennio nero del Covid ha rappresentato il proverbiale colpo di grazia su una falla già cronica e ora è estremamente difficile risalire la china.


La prospettiva


Ad agosto Palazzo Raffaello ha approntato un piano per recuperare, entro la fine dell’anno, le prestazioni saltate tra il 2020 e il primo semestre del 2023.

Ma nell’attesa di vedere i risultati ottenuti, ci sono prestazioni che continuano a sembrare miraggi. Una criticità che riguarda anche le prime visite, e in questo caso a rischio c’è anche la prevenzione. Tra le prestazioni monitorate dal Ministero della Salute, alcune sembrano essere più a corto di posti di altre. A ieri alle 7 – ultimo aggiornamento nella pagina web per verificare le disponibilità Cup - per il test cardiovascolare da sforzo scattava la lista di garanzia in tutte e tre le priorità di prestazione, così come per l’ecografia ostetrica, in pratica un unicorno. Le classi di priorità vanno dalla Breve (entro 10 giorni) alla Differibile (entro 30 giorni per le visite ed entro 60 per gli accertamenti diagnostici) fino a Programmata (entro 120 giorni). E in tutti e tre i casi, per le due prestazioni di cui sopra, non ci sono posti in nessuna delle strutture marchigiane. Stesso discorso per l’Emg dinamica dell’arto superiore, gli Rm della colonna e dello scavo pelvico e per la valutazione Emg dinamica del cammino.


Il problema nel problema


All’interno di questo contesto a dir poco complicato, si inserisce una questione aggiuntiva: la corsa ad ostacoli per le prime visite. Soprattutto nella classe di priorità breve, introvabile nei casi di andrologia e chirurgia vascolare. Ed è lapalissiano osservare come, soprattutto nella sanità, la tempestività di intervento sia tutto. Ridotte al lumicino, poi, le possibilità di ottenere in tempi brevi una elettromiografia di qualsivoglia tipologia (semplice, del capo, dell’arto inferiore o superiore, del tronco: per la priorità B scatta comunque la lista di garanzia). Sventurata sorte a cui sono associate anche le Tc: di prenotarne una entro 10 gironi (priorità B) non se ne parla. Lista di garanzia immediata per Tc addome, bacino, cerebrale, colonna cervicale e dorsale, e colonna lombo-sacrale. E pure per la polipectomia all’intestino crasso non si trova un posto né nel caso di priorità breve, né di quella programmata. Consapevole dei danni ingenerati nei meccanismi sanitari dalla pandemia, il Ministero della Salute aveva stanziato fondi ad hoc per recuperare, nel 2022, le prestazioni saltate in era Covid. 


I fondi


Alle Marche, nello specifico, erano andati 12.861.641 euro, ma la spesa rendicontata si è fermata a 4.694.188 euro, ovvero il 36,5% del totale. Per correggere il tiro, con il piano di agosto la Regione ha stanziato oltre 9 milioni di euro. Ma c’è un problema: con la carenza cronica di personale in corsia, le prestazioni aggiuntive per abbattere le liste di attesa diventano quasi un lusso e, in queste condizioni, recuperare il terreno perso durante gli anni della pandemia è ai limiti della mission impossible.
Martina Marinangeli
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