Sanità, un'azienda per provincia, "restano" Inrca e Torrette: «Per le Marche è una riforma epocale»

Sanità, un'azienda per provincia, "restano" Inrca e Torrette: «Per le Marche è una riforma epocale»
Sanità, un'azienda per provincia, "restano" Inrca e Torrette: «Per le Marche è una riforma epocale»
di Martina Marinangeli
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Mercoledì 6 Luglio 2022, 01:20 - Ultimo aggiornamento: 15:36

ANCONA - L’Asur sparirà entro la fine dell’anno e dalle sue ceneri nasceranno cinque Aziende sanitarie territoriali con personalità giuridica. Una versione potenziata delle Aree vaste, per capirci. Marche Nord perderà il suo status di azienda ospedaliera e verrà inglobata nell’Ast di Pesaro Urbino da 1 gennaio 2023. Gli ospedali riuniti di Ancona diventeranno Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e l’Inrca di Ancona manterrà il suo ruolo.

L’Agenzia Sanitaria Regionale avrà il ruolo di supporto tecnico e, a coordinare il tutto, penserà il dipartimento Salute della Regione. In estrema sintesi, sono questi i punti principali su cui viene declinata la riforma della legge 13 che riorganizza il servizio sanitario regionale e che ieri è stata presentata con tutti i crismi dal governatore Francesco Acquaroli e dall’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, affiancati dal dirigente del dipartimento Salute Armando Gozzini. 


Riforma epocale


Una pietra miliare di questa legislatura, tanto che alla conferenza stampa si sono riversati anche tutti i consiglieri regionali di centrodestra che, fino a quel momento, erano impegnati nei lavori d’aula di Palazzo Leopardi. «Una riforma epocale», così la definisce il numero uno di Palazzo Raffaello, tracciando il perimetro all’interno del quale prenderà forma la rivoluzione della sanità: «Ritorniamo ad un modello più vicino ai territori. Nel 2003, quando venne istituita l’Asur, si effettuò un’opera di centralizzazione, un’unica grande azienda che da Ancona gestiva tutta la regione. Oggi vediamo la redistribuzione in cinque aziende sanitarie territoriali che avranno la possibilità di individuare la governance migliore in base al loro contesto, con una sinergia tra la rete ospedaliera e i servizi territoriali. L’approccio di questa riforma è programmatico e scientifico, si basa sugli studi di settore in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e vuole riorganizzare le risorse evitando doppioni in funzione delle reali esigenze di una comunità che negli ultimi venti anni è profondamente cambiata dal punto di vista demografico, sviluppando nuove esigenze». Scendendo nel dettaglio della riforma, ciascuna Ast si articolerà in distretti (per il coordinamento e l’erogazione dei servizi di assistenza primaria), dipartimenti ed uno o più presìdi ospedalieri. Viene creata anche la figura del direttore socio sanitario - uno per ciascuna delle 5 Ast - che avrà il compito di coadiuvare il direttore generale nelle attività di integrazione tra sanità e sociale. «Nel modello che perseguiamo - aggiunge l’assessore competente Saltamartini - è previsto anche un intervento sul sistema delle prenotazioni: dal medico di medicina generale direttamente al presidio ospedaliero. Questo richiede un ammodernamento del sistema che potremo avviare con le risorse del Pnrr. Obiettivo: prestazioni adeguate e abbattimento delle liste d’attesa». Ed aggiunge: «Con questa riforma, si va anche verso un sistema più democratico dal momento che le conferenze dei sindaci potranno esprimere un giudizio sull’operato dei direttori generali. Stessa cosa potranno fare i pazienti, così verranno responsabilizzate le figure dirigenziali». Quanto alla road map, entro il 31 ottobre la giunta definirà le modalità di subentro delle Ast ed i criteri per l’elaborazione dell’atto aziendale. Entro il 31 dicembre verrà soppressa l’Asur e saranno nominati i direttori generali delle Ast. Messi tutti i tasselli al loro posto, dal 1 gennaio 2023 le Ast poteranno finalmente diventare operative. Dopo l’approvazione, lunedì, in giunta, la proposta di legge dovrà ora passare ai raggi X della commissione Sanità per poi approdare in Consiglio regionale per il voto finale ad agosto.

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