Più servizi e borse di studio, arriva la riforma dell’Erdis. Tra le ipotesi c’è quella di esternalizzare mensa e portineria

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Martina Marinangeli
Più servizi e borse di studio, arriva la riforma dell Erdis. Tra le ipotesi c è quella di esternalizzare mensa e portineria

ANCONA -  Nato nel 2017 con una legge che sanciva la fusione dei quattro precedenti Ersu, per l’Erdis (Ente regionale per il diritto allo studio) è già tempo di una revisione. Ad annunciarla è stato l’assessore agli Enti dipendenti ed alle società partecipate, Guido Castelli, martedì in Consiglio regionale, durante l’illustrazione dell’assestamento di bilancio 2021/2023: nelle maglie dell’articolato, infatti, è stata modificata anche una parte della legge sull’Erdis, riguardante i criteri di scelta del direttore generale, ruolo ricoperto dal Angelo Brincivalli dal gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2022. Ma è solo la punta dell’iceberg.

 

 

 

I conti e i servizi
Nelle volontà della giunta ci sarebbe quella di mettere mano all’organizzazione dell’ente, esternalizzando alcuni servizi, come quelli di cucina, portineria e ausiliari. Il ragionamento parte da un mero conteggio economico: la spesa per i servizi di mensa ed alloggio offerti dall’Erdis ammonta a 16 milioni di euro, di cui 14,7 milioni finanziati dalla Regione attraverso le borse di studio e 1,3 milioni dalla contribuzione degli studenti. Per capire come fosse speso questo denaro, Palazzo Raffaello ha fatto un monitoraggio dei conti e ha individuato quello che sarebbe stato definito un «fenomeno discutibile»: nella gran parte dei casi, i portinai ed i cuochi sono assunti dall’Erdis. Modello organizzativo che non convince per niente le alte sfere della Regione. Invece di fare una gestione diretta delle mense e delle portinerie, dunque, la giunta sta lavorando sull’ipotesi di esternalizzazioni. «Non per risparmiare, ma per finanziare più borse di studio, migliorare la qualità dei servizi dell’Erdis, ridurre il carico di contribuzione agli studenti», l’ottica che starebbe alla base della riforma, finalizzata ad avere un sistema universitario più attrattivo.


I nodi da sciogliere
E per farlo, secondo la Regione è necessario ottimizzare i costi di gestione. Inoltre, sulle prestazioni Erdis si paga anche l’Iva, perché sono ritenute attività commerciali e non istituzionali: in Italia non è dappertutto così e, anche su questo, si valuta un intervento. Una riorganizzazione che è pronta a partire a stretto giro di posta ed il primo tassello è già stato messo martedì, con la modifica dei requisiti per diventare direttore generale o dirigente nell’ente: i requisiti di accesso saranno ordinari, equiparati a quello che accade in tutta l’amministrazione regionale. Prima dell’approvazione dell’assestamento di bilancio, per la nomina si doveva cercare, in prima battuta, una figura tra i dirigenti in servizio, a qualunque titolo, in Erdis da almeno 12 mesi; poi, toccava ai dirigenti in servizio in Regione, sempre a qualunque titolo e da almeno un anno; da ultimo, all’esterno. Ora, invece, candidati interni ed esterni sono stati equiparati, nella logica dell’interpello. A guidare l’ente è stata eletta lo scorso marzo Maura Magrini, dell’Università di Urbino, e dovrebbe essere lei a traghettarela riorganizzazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 10:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA