In Regione c'è il piano sblocca-assunzioni con un maxi concorso: ecco quante figure servono e in quali settori

In Regione c è il piano sblocca-assunzioni con un maxi concorso: ecco quante figure servono e in quali settori
In Regione c’è il piano sblocca-assunzioni con un maxi concorso: ecco quante figure servono e in quali settori
di Martina Marinangeli
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Domenica 8 Maggio 2022, 02:05 - Ultimo aggiornamento: 15:28

ANCONA  - Un piano occupazionale da 110 unità, di cui 85 nuove assunzioni tramite concorso. Il 2022 sarà l’anno di una sostanziosa infornata di risorse umane, tra dirigenti e dipendenti, per la Regione, grazie all’approvazione del Piano di fabbisogno del personale deliberato dalla giunta lo scorso lunedì nelle maglie del Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione.

Un documento, quest’ultimo, previsto dalla legge 113 dell’agosto 2021, funzionale all’attuazione del Pnrr e che racchiude il Piano della performance, quello triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza, il programma annuale della digitalizzazione e della semplificazione, il Piano organizzativo del lavoro agile, il Programma formativo triennale, il Piano delle azioni positive ed il Piano triennale del fabbisogno del personale. 


Per quest’ultimo segmento, nella delibera 507 del 2 maggio si legge che «l’onere annuale derivante dal presente atto è pari complessivi 3.735.443 euro», e la quota parte «a carico del bilancio regionale ricadente nel corrente anno 2022 è di presunti 1.561.164 euro». Il piano occupazionale, si diceva, conta 110 unità, 85 delle quali si traducono in nuove assunzioni. Per le restanti 25 figure, già in forza a Palazzo Raffaello, si tratta di stabilizzazioni o scatti di posizione. Scendendo nello specifico dei diversi dipartimenti, si può vedere come nella Segreteria generale vengano previste tre nuove assunzioni tramite concorso, nell’Avvocatura regionale ed attività legislativa due, e nel dipartimento Salute 13. 


Per quanto riguarda il dipartimento per la Programmazione integrata, Ue, risorse umane e finanziarie, il fabbisogno individuato è di 29 unità, di cui 24 nuove assunzioni tramite concorso, per quello alle Infrastrutture, territorio e protezione civile si parla di 23 unità (di cui 17 nuove assunzioni), per Politiche sociali, lavoro, istruzione e formazione di 19 (di cui 10 nuove assunzioni) e per il dipartimento Sviluppo economico di 21 (di cui 16 nuove assunzioni). Quanto all’incasellamento, in 51 casi si tratterà di figure di categoria D (la più alta), quindi funzionari, in 47 di figure di categoria C – ovvero i tecnici con specifiche mansioni – ed in 12 di categoria B (videoterminalisti, collaboratori professionali ecc). Il piano del fabbisogno, si diceva, rientra all’interno del Piao che, in virtù del suo approccio integrato, diviene un documento unico in cui confluiscono vari atti di programmazione, riorganizzati in sezioni e sottosezioni.

Si parte innanzitutto dalla scheda anagrafica dell’amministrazione, per proseguire poi alla sezione che tratta di valore pubblico, performance e anticorruzione, fino a quella che presenta la visione di strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo organizzativo, per finire con le attività di monitoraggio dei vari ambiti di pianificazione. È il nuovo strumento di programmazione di cui ogni ente deve dotarsi, prodromico all’avvio di un percorso di transizione amministrativa, sia per il reclutamento e l’ottimale impiego delle risorse umane, sia per il più efficiente funzionamento complessivo della macchina amministrativa. 


Contestualmente, Palazzo Raffaello ha anche definito le linee-guida generali per tutte le strutture regionali – dall’Ufficio speciale per la ricostruzione alle agenzie regionali Ars, Arpam ed Assam – ed è stato delineato un percorso di costruzione integrata e partecipata, con l’attivazione di un Laboratorio formativo ad hoc e l’istituzione di due gruppi di lavoro dedicati: lo staff per la redazione, gestione e monitoraggio del Piao, ed il gruppo dei referenti dipartimentali per tutti gli aspetti integrati di pianificazione. «Nel Piao – si legge nel documento – tutte le attività nascono e si sviluppano nell’ambito di un sistema a cascata in cui la priorità strategica viene esplicitata in obiettivi strategici, misurati con indicatori di risultato, e a loro volta espressi in obiettivi operativi».

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