Acquaroli in pole, Bacci lo sfida: la battaglia all'ultimo miglio del candidato del centrodestra

Giovedì 11 Giugno 2020 di Martina Marinangeli
Massimo Bacci

ANCONA - ANCONA La partita a Risiko più lunga della storia è durata 20 giorni. Misero record se paragonato all’estenuante partita per le Regionali su cui è impegnato il centrodestra, che ha cancellato ogni precedente primato. Da quando, forte degli accodi con gli alleati fatti nei mesi precedenti, a dicembre Giorgia Meloni annunciò la candidatura a governatore di Francesco Acquaroli per le Marche, la Lega ha continuato a nicchiare, portando avanti uno strenuo braccio di ferro con Fratelli d’Italia tutt’ora in corso. Dopo il tavolo saltato la scorsa settimana e l’incontro serale di lunedì, seguito al minitour marchigiano di Matteo Salvini, ieri i leader del centrodestra nazionale sono andati avanti per ore in un confronto serrato che avrebbe dovuto stabilire una volta per tutte i nomi da proporre nelle sette Regioni al voto a settembre.

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Ma a sole tramontato già da ore, ancora nessuna fumata bianca era arrivata da Roma (i ben informati dicono che l’impasse sia localizzato in Campania e Toscana). Un’attesa che si è tradotta anche in una certa fibrillazione registrata in quel di Jesi, dove a metà pomeriggio veniva data per certa la candidatura del sindaco Massimo Bacci. Dall’altra parte però, voci di rilevo di Fdi parlavano di un’imminente chiusura del cerchio su Acquaroli, bollando come «irrilevanti» le quotazioni del competitor che tanto piace al Carroccio. Le ragioni di questo amore a prima vista per il primo cittadino jesino si celano anche dietro alla fotografia delle Marche scattata dai sondaggi. Nel sud della regione ci sarebbe già una prevalenza del centrodestra: per vincere, si devono espugnare le roccaforti di Pesaro ed Ancona, province che peraltro rappresentano il bacino elettorale più ampio. Salvini&co vedono nella figura di Bacci la persona più adatta a raggiungere lo scopo, data la sua posizione più baricentrica rispetto al deputato di Potenza Picena Acquaroli. Seguendo il ragionamento di questa chiave di lettura, hanno iniziato a susseguirsi nella giornata di ieri voci periferiche che parlavano di una presunta disponibilità di Acquaroli a fare un passo indietro. Voci prontamente e seccamente smentite dal diretto interessato all’uscita dalla Camera. 

Nell’area di Jesi, però, il mondo economico ha iniziato a polarizzarsi e l’assist a Bacci è arrivato ieri da Pierluigi Bocchini, presidente della Clabo spa e vicepresidente di Confindustria Marche Nord, che ha fatto sapere di essere «molto vicino a Massimo. È un bravo amministratore e per il mondo delle professioni e meglio un amministratore piuttosto che un uomo che viene dalla politica».

Il sindaco si porterebbe dietro anche altri nomi di rilievo, come quello di Massimo Stronati (presidente Confcooperative Lavoro) ed Alessandro Alessandrini di Confagricoltura. C’è però anche un altro primo cittadino gradito alla Lega che contende la leadership ad Acquaroli nella corsa a palazzo Raffaello: è Fabrizio Ciarapica, fascia tricolore di Civitanova che ha incassato l’endorsement di importanti imprenditori marchigiani. Paolo Mattei, fondatore del Movimento civico per le Marche, ha fatto sapere che si sono schierati al suo fianco Fabio Giulianelli, patron del Gruppo Lube, Germano Ercoli, titolare dell’azienda Eurosuole, Sandro Paniccia, ad di Ica e Maurizio Bernardi, titolare di B-Chem. 

Ad accompagnare la sua corsa, anche una quarantina di colleghi sindaci, espressione di Comuni dell’entroterra e della costa, tra cui Giuseppe Pezzanesi (sindaco di Tolentino), Stefano Montemarani (Morrovalle) e Roberto Mozzicafreddo (Porto Recanati), delegati del gruppo Movimento dei sindaci a sostegno di Ciarapica candidato Presidente.

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