Reddito di cittadinanza: benvenuti nell'incredibile paradiso dei furbetti da 70 milioni di euro

Martedì 24 Novembre 2020 di Andrea Taffi
Reddito di cittadinanza: benvenuti nell'incredibile paradiso dei furbetti da 70 milioni di euro

ANCONA  - Le prime trenta lettere di revoca sono partite nelle ultime due settimane. Poi, in parallelo, sono state inviate 400 pec alle amministrazioni cittadine con richiesta di chiarimenti, verifiche e integrazioni. È solo l’inizio di quella che, nella migliore delle ipotesi, si annuncia una possibile slavina sul sistema del reddito di cittadinanza nelle Marche.

 

 

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Criticato o agognato, sollievo per i disperati o vigna dei furbetti, il sistema dei sussidi è al vaglio di una task force allestita dal direttore regionale dell’Inps Fabio Vitale e guidata dal capo di Macerata, Giuseppe Doldo e dal dirigente regionale dell’area prestazioni Marco Mancini. 


Un lavoro imponente che parte da un monte di 21mila domande presentate nelle Marche tra 2019 e 2020. L’analisi, per essere attendibile e oggettiva, seziona con diversi campionamenti il monte pratiche. La base di partenza è una lista estratta dalla direzione centrale che comprende 600 domande circa, afferenti a famiglie mononucleari, dopodiché si è sottoposto il campione a verifica disaggregata. Sono stati analizzati ed incrociati i dati anagrafici e di residenza all’interno delle domande per individuare elementi di discordanza o incongruità per valutarne la potenziale armoniosità e/o rischiosità. 

Individuati i fattori di potenziale rischio, si è proceduto chiedendo alle amministrazioni comunali riscontri su dati anagrafici e di residenza: il procedimento amministrativo per la concessione del reddito di cittadinanza infatti è fondato, quasi esclusivamente, su dati autocertificati dal cittadino. Le richiesta di chiarimento creano un embrione di tessuto connettivo tra la direzione regionale di Ancona e le pubbliche amministrazioni che potrà venire molto utile anche in futuro. Sono stati avviati controlli su 409 domande e le prime anomalie sono subito saltate all’occhio degli ispettori previdenziali. 


Per esempio sono state riscontrate fra omissioni ed irregolarità 109 casi (alcune domande presentano più vizi) che rispetto alla domanda, rappresentano circa il 25% del totale. Di queste il 13% sono passibili di interruzione e per alcune domande è già stata disposta la revoca. Sono circa una trentina quelle già partite, altre ne arriveranno. Interessante il bestiario delle irregolarità più ricorrenti: c’è chi non ha il requisito della residenza decennale; altri non hanno il permesso di soggiorno UE per i cosidetti soggiornanti di lungo periodo. Poi ci sono i fantasmi, i soggetti che si sono resi irreperibili sul territorio nazionale (ma i soldi li incassano in conto corrente, naturalmente). 


Un altro gruppetto è quello degli iscritti Aire (l’archivio degli italiani residenti all’estero), i pensionati che prendono la valigia e cambiano vita ma nel dubbio il reddito di cittadinanza se lo portano dietro. E poi ci sono le omissioni e irregolarità in materia di residenza o di stato di famiglia per arrivare a quelli che hanno comunque figli di età inferiore ai 26 anni, fiscalmente a carico dei genitori. Un ulteriore 20% di domande sono in fase di approfondimento, in particolare destano attenzione, per la loro consistenza numerica elevata sul campione estratto, quelle nelle quali c’è il fenomeno familiare delle abitazioni occupate a titolo di comodato d’uso gratuito. 


Oppure ci sono affitti bassissimi su immobili che non ricadono nei piani di edilizia residenziale pubblica. E infine, le seconde case occupate dai figli non attivi sul lavoro. Insomma, fatta la legge trovati i molti inganni. Già ora 1 domanda su 4 è contestabile, la stima e il trend dicono che si potrà arrivare intorno al 30%. Già, ma quanto ci costa, avrebbe concluso il famoso Lubrano? Qualche numero aiuterà a riflettere: il reddito di cittadinanza medio nelle Marche si aggira sui 500 euro. Il cumulo delle erogazioni mensili nelle Marche è di 11 milioni circa: moltiplicato per l’arco di 18 mesi, porta il totale a oltre 190 milioni di euro. Se davvero le pratiche da revocare fossero al 30% si arriverebbe a quasi 65/70 milioni di euro risparmiati. E siamo solo all’inizio. 

 

Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 09:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA