Carloni: «Psr, con 170 milioni per il 2021 nuovi bandi e un piano bio per costruire il più grande distretto nazionale»

Sabato 20 Febbraio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Carloni: «Psr, con 170 milioni per il 2021nuovi bandi e un piano bio per costruire il più grande distretto nazionale»

Mirco Carloni, assessore regionale all’Agricoltura e vice presidente della regione Marche, vi attende una sfida importante in questo biennio di proroga del Programma di sviluppo rurale. Quali sono le strategie che intendete mettere in campo?
«Il riparto dei fondi non è ancora stato definito ma stimiamo che per il Psr Marche, nel biennio 2021-2022, ci sia un ammontare di risorse pubbliche di circa 170 milioni di euro. Con tali fondi aggiuntivi si potrà pertanto dare avvio a nuovi bandi e rafforzare l’azione del programma sui suoi asset più strategici».
Ad esempio?
«L’ingresso di giovani nel settore agricolo (il cosiddetto “pacchetto giovani”), il sostegno allo sviluppo delle filiere e della competitività, gli interventi a favore della montagna, della zootecnia estensiva, del biologico e del patrimonio forestale».
Il sostegno al ricambio generazionale in agricoltura attraverso lo strumento del pacchetto giovani è considerato una best practice.
«Con il Psr Marche 2014-2020 sono stati messi disposizione dell’intero pacchetto giovani 71,2 milioni di euro ed è stato finanziato l’insediamento di 350 giovani che hanno presentato progetti con investimenti medi di oltre 300mila euro».
Proprio nei giorni scorsi ha presentato un progetto che riguarda la filiera marchigiana del biologico. Un progetto importante, con un obiettivo ancora più impegnativo.
«Il nostro obiettivo è quello di fare delle Marche il più grande distretto nazionale del biologico. Quello dei bio è uno dei tre distretti del cibo presenti in regione, assieme a quelli prodotti certificati (aree territoriali che si identificano con le indicazioni geografiche e di origine) e dei prodotti di prossimità, contraddistinti dalla forte interazione delle imprese agricola con quelle della trasformazione e ristorazione». 
Quanti fondi avete a disposizione?
«Ci sono 100 mila euro per la sua costituzione e avvio. Poi bandi mirati del Programma di sviluppo rurale, con 25 milioni di euro, per il 2021, destinati alle aziende che producono biologico, più altri 18 milioni riservati alle filiere di qualità e ai prodotti locali». 
La strategia per le aree montane che stanno subendo, economicamente parlando, gli effetti del sisma 2016?
«Ad oggi la misura ha assegnato circa 67 milioni ad oltre 5mila aziende operanti nelle aree montane marchigiane. Per il 2021 è prevista l’apertura di un nuovo bando con una dotazione di 16 milioni».
Novità in fase di studio?
«Abbiamo deciso di rilanciare la bieticoltura nelle Marche: una volta il nostro territorio era molto caratterizzato da questo prodotto e a noi piacerebbe incentivarne la reintroduzione»

 

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