I privati si riorganizzano: altri 100 posti letto Covid per sostenere gli ospedali

Lunedì 15 Marzo 2021 di Martina Marinangeli
Le strutture private hanno risposto all appello della sanità pubblica

ANCONA  - La rete ospedaliera del privato accreditato tende di nuovo una mano alla sanità pubblica in affanno e risponde presente all’sos lanciato dalla Regione negli scorsi giorni. La dirigente del servizio Sanità Lucia Di Furia, infatti, aveva scritto al presidente dell’Aiop Antonio Romani per chiedere ai privati convenzionati di «rendere immediatamente disponibili posti letto in regime di degenza ordinaria di tipo medico (in acuzie e post acuzie) per pazienti Covid provenienti dalle strutture pubbliche». Richiesta che ha ricevuto un sì come risposta.

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«Siamo ancora in trattativa, ma da parte nostra c’è sicuramente la disponibilità ad aiutare – fa sapere Romani –. Rispetto agli attuali 163 posti, proveremo a garantirne 100 ulteriori, sia per acuti che per post-acuti». 


L’accordo verrà definito entro questa settimana, «anche perché altrimenti diventa inutile», osserva il presidente dell’Aiop. Nel frattempo, la Regione sta portando avanti valutazioni zona per zona per stabilire dove sia più necessario incrementare il numero dei posti letto. Non è la prima volta che la sanità privata corre in soccorso di quella pubblica dall’inizio della pandemia. Nel marzo 2020, esattamente un anno fa, sempre in seguito ad una richiesta da parte di Di Furia, l’Aiop aprì le porte delle proprie Case di Cura per alleggerire i reparti delle strutture ospedaliere regionali e, con delibera del 16 marzo, l’allora giunta Ceriscioli siglò un accordo temporaneo con cui venivano messi a disposizione di pazienti non Covid 100 posti letto a Villa dei Pini, 70 a Villa Verde, 100 a Villa Anna, 65 a Stella Maris, 60 a Villa San Marco, 20 a Villa Igea:e 40 a Villa Serena.

Un copione che si è ripetuto anche a novembre, durante la seconda ondata, al fine di allargare l’offerta di posti letto sia per pazienti Covid che per pazienti non-Covid. Al timone di Palazzo Raffaello c’era a quel punto la giunta Acquaroli, che siglò due accordi quadro: uno con l’Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari Aris Marche, per un totale di 163 posti letto per pazienti Covid a media-bassa intensità assistenziale presso le strutture extraospedaliere private accreditate del Gruppo Kos Care srl di Campofilone (50 posti letto), Ancona (43 posti letto), Civitanova Marche (30 Posti letto), e Macerata Feltria (40 posti letto). L’altro con l’Aiop per 50 posti letto ospedalieri per pazienti Covid-19 positivi nelle strutture di Villa Serena a Jesi (20 posti letto) ed all’ospedale Celli di Cagli (30 posti letto), in riabilitazione intensiva ospedaliera. Ora siamo alla terza ondata e mai come adesso gli ospedali hanno avuto bisogno di ossigeno: «la richiesta di posti letto è maggiore anche rispetto a quella della prima ondata», osserva Romani.

 

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