Prezzi e bollette, la mappa dei rincari nelle Marche: Ancona virtuosa, Ascoli maglia nera

Prezzi e bollette, la mappa dei rincari nelle Marche: Ancona virtuosa, Ascoli maglia nera
Prezzi e bollette, la mappa dei rincari nelle Marche: Ancona virtuosa, Ascoli maglia nera
di Massimiliano Viti
4 Minuti di Lettura
Martedì 19 Luglio 2022, 04:46

ANCONA - L’inflazione non è uguale per tutti. Ad esempio, il costo della scuola dell’infanzia è cresciuto ad Ancona ma non a Macerata e Ascoli Piceno. A Macerata è conveniente comprare le stoviglie e gli utensili domestici che in altri capoluoghi è cresciuto. Viceversa se bisogna comprare gli articoli tessili, i prezzi ad Ancona sono rimasti invariati mentre altrove sono aumentati.

Piccole differenze (tra maggio 2021 e maggio 2022) in una regione in cui l’aumento dei prezzi al consumo è stato più contenuto rispetto altrove. Analizzando il dato di maggio (diffuso dall’Istat a giugno), se in Italia l’aumento dei prezzi al consumo è stato del 6,8%, ad Ancona si è fermato al 5,6% (insieme a Cuneo è l’aumento più contenuto d’Italia), a Macerata è cresciuto del 5,9% mentre ad Ascoli è stato del 6,9%. 

La statistica 

Istat diffonde anche una tabella con i dati dell’inflazione in alcune città italiane che collaborano con l’Istituto per la segnalazione mensile dell’andamento dei prezzi. Nelle Marche queste città sono Ancona, Macerata e Ascoli Piceno. Non ci sono né Pesaro e né Fermo. Basandoci sui dati delle prime tre città, emerge come a livello generale la componente energetica è quella che ha contribuito maggiormente all’aumento delle spese familiari. Dopo l’energia elettrica, gas e combustili (il cui incremento ha superato il 60% in un anno), ci sono le spese di esercizio mezzi di trasporto (oltre il +12%). 

Lo scenario

Tendenza che rispecchia anche il quadro nazionale. Allo stesso modo ci sono anche dei prodotti o dei servizi il cui prezzo è diminuito tra maggio 2021 e maggio 2022. O perché erano già aumentati in precedenza o perché seguono le leggi del mercato e subiscono la contrazione della domanda. Parliamo di elettronica di consumo, computer, fotocamere e cellulari. Ad esempio nelle tre città marchigiane apparecchi telefonici e telefax si sono deprezzati di oltre il 12% così come gli apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici si sono ridotti di circa il 9%. Per l’acquisto dei prodotti alimentari e dell’abbigliamento, ad esempio, Ancona è la città che ha subito meno il rincaro dei prezzi rispetto a Macerata e Ascoli Piceno. Ma ci sono alcune curiosità pescate da Info Data, che ha elaborato i dati dell’Istat. Ad esempio ad Ancona la scuola dell’infanzia è cresciuta +12,1%, rispetto al costo invariato negli altri due capoluoghi di provincia.

La casa 

A Macerata invece i servizi di alloggio sono aumentati dell’11,3%, una percentuale superiore rispetto ad Ancona (+2,8%) e ad Ascoli Piceno dove il costo è rimasto invariato. Nel capoluogo più a Sud della regione sono invece saliti i costi per la riparazione e manutenzione della casa (+9,6%) rispetto al +1,9% di Ancona e al +1% di Macerata. Poi c’è anche il rovescio della medaglia, e anche in questo caso la regione presenta variazioni differenti nelle diverse realtà, confermando la tendenza plurale delle Marche. 
Infatti, riguardo alle riduzioni di prezzo, ad Ascoli l’istruzione secondaria è diminuita del 3,8% mentre è rimasta invariata sia ad Ancona sia a Macerata. Nella città dello Sferisterio è conveniente comprare la cristalleria, stoviglie e utensili domestici perché il prezzo si è ridotto del 2,3% rispetto al +1% di Ancona e al +5% di Ascoli Piceno. Infine, ad Ancona il prezzo degli articoli tessili non ha subito variazioni, mentre a Macerata è salito dell’1,5% e ad Ascoli addirittura del 6,2%.

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