ANCONA - La notizia che il premier Conte sia pronto a rivedere quegli indigesti stop agli spostamenti del 25, 26 dicembre e di Capodanno, arriva il giorno dopo la decisione del governatore Acquaroli di contattare il ministro Speranza proprio per sollecitare un ripensamento del governo. La chiamata è arrivata a Roma ieri, dopo la riunione del Cts che ha valutato i parametri regionali del contagio da Covid (con l’Rt marchigiano ancora in discesa), ma già da una settimana le Regioni - Marche comprese - sollecitano il presidente del Consiglio a riflettere sull’opportunità di eliminare il divieto di passare da un Comune all’altro durante le tre giornate di festa.
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«Dobbiamo considerare - ha ribadito il governatore - che il rischio che si va a innescare in alcune situazioni è praticamente inesistente, perché paragonare uno dei tanti nostri borghi dell’entroterra, i suoi servizi, le sue esigenze anche in giorni così particolari e che hanno una valenza molto importante nella nostra tradizione della nostra società, con una grande città, una grande metropoli, credo che sia sbagliato proprio come principio». Ad annunciare il passo indietro è stato Luigi di Maio sulla sua pagina Facebook: «Ritengo sia assurdo non permettere ai familiari che abitano in piccoli Comuni limitrofi di trascorrere il Natale e il Capodanno insieme. Ci sono grandi città da milioni di persone con una densità molto vasta dove è possibile spostarsi liberamente, mentre tra piccoli comuni di poche migliaia di persone non è permesso».
Eloquente e anche criticata, l’immagine che il ministro ha caricato nelle storie social. «A Natale e a Capodanno - si legge in sovrimpressione - permettiamo ai cittadini di spostarsi tra i piccoli Comuni». Al di là della discutibile scelta del verbo utilizzato - che ha subito fatto il giro delle chat del governo marchigiano di centrodestra - , l’esponente del M5S ha anticipato quella che sembra ormai una decisione che non consente ripensamenti all’ultimo minuti. Decisione condivisa a livello trasversale con la Regione Marche che fin dalla firma del Dpcm aveva duramente contestato la blindatura delle festività. Il premier Giuseppe Conte, invece, al centro di due schieramenti contrapposti sul tema anche all’interno della maggioranza, sta valutando da un lato le modifiche al decreto legge sul Covid, dall’altro l’aggiornamento delle domande frequenti per i cittadini sulle misure, con un’interpretazione estensiva delle situazioni di necessità che giustificano lo spostamento tra Comuni. La partita si giocherà nel week end e già nelle prossime ore, da Bruxelles, il presidente del Consiglio potrebbe sentire Matteo Salvini.
Il leader leghista aveva già chiesto più volte di rivedere le restrizioni e a questa richiesta si è aggiunta ora una fronda della maggioranza: oltre a quello del ministro Di Maio si è aggiunto il benestare della collega di governo Teresa Bellanova (Italia Viva).
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