Pnrr Sanità, la mappa nelle Marche : cantieri avviati in 4 ospedali. Aggiudicati i lavori per 6 Case della comunità marchigiane

Pnrr Sanità, si tenta lo sprint: cantieri avviati in 4 ospedali. Aggiudicati i lavori per 6 Case della comunità marchigiane
Pnrr Sanità, si tenta lo sprint: cantieri avviati in 4 ospedali. Aggiudicati i lavori per 6 Case della comunità marchigiane
di Martina Marinangeli
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Sabato 21 Ottobre 2023, 03:10 - Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 08:25

ANCONA -  Da sola vale quasi 200 di quei 464 milioni di euro del Pnrr gestiti dalla Regione in qualità di soggetto attuatore. È la Misura 6, ovvero il capitolo sanità, che destina circa 80 milioni di euro alla realizzazione o riqualificazione delle strutture sanitarie: 9 Ospedali di comunità, 29 Case della comunità e 15 Centrali operative territoriali. Una partita non di poco conto, viste le cifre e la rilevanza della materia. 


L’accidentata road map 


La deadline per la loro realizzazioni - in alcuni casi si tratta di riqualificazioni, in altri di nuove costruzioni - è il 2026, come per tutte le opere finanziate con l’imponente pacchetto del Piano.

Ma la tabella di marcia si è trasformata in una corsa ad ostacoli, complice il rincaro dei prezzi delle materie prime che ha fatto registrare un’impennata del 30% sui costi inizialmente preventivati. Tanto che la Regione, in fase di assestamento di bilancio (l’approvazione è calendarizzata a Palazzo Leopardi per martedì) ha dovuto mettere sul piatto altri 14 milioni di euro per co-finanaziare otto Case e quattro Ospedali della comunità. 


La possibile revisione


Il Governo nazionale, proprio a causa della fiammata dei costi che ha cambiato le carte in tavola, sta valutando una rimodulazione nel numero dei progetti originariamente previsti e l’impatto andrebbe a colpire principalmente gli edifici di nuova costruzione (nelle Marche nove Case e cinque Ospedali della comunità). Ma solo nei casi in cui l’iter dei progetti non fosse già in stato avanzato. Durante la seduta del Consiglio regionale dello scorso martedì, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ha assicurato che tutti i progetti avviati sono nei tempi e verranno realizzati entro il cronoprogramma previsto dal Piano. Vediamo allora nel dettaglio a che punto sono i singoli progetti, partendo da quelli che procedono spediti. Stando al monitoraggio aggiornato a ieri dagli uffici regionali, i lavori sono già in fase di esecuzione in quattro Ospedali di comunità: Loreto (200mila euro), Chiaravalle (200mila euro), Ascoli Piceno (2.699.873 euro) e San Benedetto (2.707.468 euro). 


Lo stato dell’arte


Per sei Case della comunità, invece, c’è stata l’aggiudicazione dei lavori. In questo capitolo rientrano Ancona (100mila euro), Filottrano (1.259.000 euro), Comunanza (694.803 euro) Ascoli (200mila euro), Acquasanta Terme (100mila euro) e San Benedetto (6.138.084 euro). Fin qui, i primi della classe.

In due casi - Cingoli (294.131 euro) e Offida (100mila euro) - sono in corso le verifiche dei requisiti delle ditte aggiudicatarie dei lavori. Poi c’è una fascia intermedia popolata da sei Case di comunità per le quali è stato stipulato il contratto per l’inizio dei lavori o il contratto specifico di appalto integrato. E parliamo di Fossombrone (755mila euro), Mondolfo (400mila euro), Fabriano (1.169.219 euro), Petritoli (1.323.368 euro), Sant’Elpidio a Mare (2,4 milioni) e Porto San Giorgio (2.678.749 euro). 


I fanalini di coda


Più indietro, l’Ospedale di comunità di Cagli - che da solo cuba 14.391.202 euro, il più costoso in assoluto - e la casa di comunità di Chiaravalle (2 milioni), alla fase della Conferenza dei servizi per il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica. Per il resto - 13 Case e 4 ospedali di comunità - siamo al progetto di fattibilità tecnico-economica, in alcuni casi già verificato e in attesa della Conferenza dei servizi, in altri in fase di verifica. Insomma, per trarre una sintesi dai freddi numeri: questo capitolo del Pnrr sta marciando - con una modesta accelerata rispetto alla debacle registrata nella prima deadline di marzo - e le risorse aggiuntive della Regione hanno garantito la copertura finanziaria resa necessaria dal caro materie prime. Ma il 2026 è dietro l’angolo e ora bisogna mettere il turbo.
 

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