Da Pitti alla ripartenza tutto il made in Marche ha voltato pagina: una maglia nera da gettare via

Lunedì 19 Luglio 2021 di Massimiliano Viti
Arturo Venanzi

ANCONA - La moda marchigiana vuole togliersi la maglia nera di peggior settore dell’economia regionale che indossa ormai da tempo. Nell’anno della pandemia ha perso oltre un quarto di produzione e di fatturato e nel primo trimestre 2021 lexport è arretrato dell’11,3% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le manifestazioni Pitti Uomo (edizione numero 100) e Bimbo che si sono svolte alla Fortezza da Basso di Firenze qualche settimana fa hanno acceso una luce per un settore che annusa la ripresa. 

 


Circa 6.000 operatori, di cui 4.000 buyer (circa il 30% provenienti dall’estero) hanno visitato i saloni fiorentini dove esponevano le collezioni per la prossima estate circa 500 espositori. Circa 25 i brand provenienti dalle Marche, tra abbigliamento e calzature. Tutti gli operatori presenti hanno definito Pitti “il salone della ripartenza” del settore moda. «Siamo tornati a Pitti con tutta la nostra forza e la speranza per una nuova ripartenza» sintetizza Raffaello Severini, manager del gruppo Paoloni di Appignano. La parola chiave delle nuove collezioni è sostenibilità. Anche per Tombolini di Colmurano. «Stiamo cercando di declinare il concetto di sostenibilità prediligendo l’energia solare e adattando politiche anti spreco» afferma Silvio Calvigioni Tombolini, direttore marketing e commerciale del marchio maceratese che aggiunge: «Crediamo che già quest’inverno vedremo quei segnali positivi che ci permetteranno di continuare a lavorare e investire con serenità, anche per i nostri dipendenti». 


Fly 3, marchio di Falconara Marittima, ha esposto un nuovo progetto di coordinati in maglia Matèma, collezione composta da circa 30 capi ideati e pensati per poter esprimere al meglio la propria expertise di maglificio.


Presenti anche diversi marchi calzaturieri, la maggior parte proveniente da Montegranaro. «Il salone di Firenze è un posto unico, ideale per presentare al meglio ai buyer, italiani ed esteri, i nostri prodotti. Un luogo dove il glamour si sposa alla perfezione con la ricerca» sottolinea Andrea Vecchiola, CEO di Fessura.


«C’è voglia di normalità e di contatto fisico. L’abbiamo noi ma l’hanno anche i nostri clienti» affermano all’unisono Giampietro Melchiorri di Alexander Hotto e Arturo Venanzi di Franceschetti che sottolineano anche il ruolo del salone nello scandire i tempi del calendario, sia per la presentazione della collezione e sia per l’inizio della campagna vendite. «Nonostante i timori della vigilia abbiamo lavorato bene» afferma Andrea Granatelli di Green George che ha ricevuto un ordine anche dalla Costa d’Avorio e ha presentato un kit di pulizia scarpe, best seller su internet. «Ci sono i prodotti che utilizziamo noi, che non si trovano in negozio» precisa Granatelli. 


E dai prodotti per le scarpe a Danhera, marchio che produce e distribuisce fragranze e profumi per la persona, gli ambienti, la biancheria, controllato da Ecolingroup di Porto Sant’Elpidio. Danhera è stata l’unica azienda del suo settore ammessa a Pitti Bimbo. «È stata la nostra prima partecipazione al salone. Abbiamo presentato una selezione riservata al mondo del bambino, che include cosmetici ma anche prodotti per filati pregiati realizzati pensando alla salute dei piccoli e quindi privi di additivi chimici» afferma Giorgia Projetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento