Addio agli ospedali unici, il centrodestra ridisegna la sanità con i voti del M5S: ok a Pesaro e Macerata, da rivedere il Salesi. Ecco cosa cambia

Giovedì 5 Agosto 2021 di Martina Marinangeli
Addio agli ospedali unici, il centrodestra ridisegna la sanità con i voti del M5S: ok a Pesaro e Macerata, da rivedere il Salesi. Ecco cosa cambia

ANCONA - Buona parte del consenso elettorale, il centrodestra l’ha guadagnato promettendo un cambio di passo sulla vision in tema di sanità. Addio agli ospedali unici pensati dall’ex governatore Ceriscioli, porte aperte ad un approccio più territoriale. Ieri è stato posto il primo tassello di un puzzle molto complesso, che dovrà fare i conti con i paletti del decreto Balduzzi su numero e tipologie di strutture, commisurate al bacino d’utenza.

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Una scommessa con i cittadini perché «i marchigiani hanno dato un segnale votando per questo governo e questa è la conseguenza di quel segnale, la più grande sfida per il rilancio della regione», le parole del governatore Francesco Acquaroli al termine di un dibattito in Consiglio regionale durato quasi cinque ore. 


Le scelte
Il tema era di quelli più delicati: la modifica alle scelte in ambito di edilizia ospedaliera contenute nel Piano sociosanitario 2020-2022 Una correzione di 18 righe che vale un colpo di spugna, mantenendo però in essere i cantieri che sono già avviati e le opere programmate. Il voto finale conta 20 favorevoli (maggioranza e M5s) e 7 contrari (Pd). La discussione dell’atto è slittata a metà pomeriggio per un errore tattico sull’ordine del giorno. Il primo argomento in discussione – l’approvazione della legge per l’introduzione del servizio di psicologia nelle scuole – ha occupato buona parte della giornata, cosa che la maggioranza non aveva previsto. Doveva essere una passeggiata di salute centrare il disco verde, invece ha scoperto il fianco all’incursione del Pd che, mostrando più esperienza d’aula, ha rallentato i lavori, ribattendo punto su punto, così da posticipare il più possibile l’atto principe della seduta, ovvero la modifica al Pss. Una leggerezza per cui il governatore ha redarguito pesantemente i suoi, mostrandosi visibilmente infastidito per il fatto che si fossero fatti cogliere alla sprovvista dal prevedibile contropiede dem. Momenti concitati ma alla fine tutto si è risolto con una foto di gruppo da ultimo giorno di scuola una volta portata a casa la modifica al Pss. 


Le reazioni
Un’approvazione fortemente sostenuta anche dal M5s, con la capogruppo Marta Ruggeri che ha fatto i complimenti alla giunta: «Grazie per aver accartocciato il project financing da un miliardo in 30 anni a Pesaro e accantonato l’idea degli ospedali unici». Bordate sono arrivate invece dai banchi del Pd, con il relatore di minoranza Romano Carancini che ha ricordato come «nelle Marche ci sono 14 stabilimenti di ospedali, 11 case della salute, 164 strutture ambulatoriali e 121 strutture private convenzionate: affermare che c’è un accentramento è una bugia». Idea diametralmente opposta quella del relatore di maggioranza Carlo Ciccioli (FdI), che ha annunciato la necessità di «nuovi investimenti per gli ospedali in costruzione di Fermo e Inrca, ed una rivalutazione di aspetti progettuali per il Salesi di Ancona». Confermato lo stop al project financing per il nuovo ospedale di Pesaro, che sarà realizzato con meno posti letto, mantenendo però lo status di primo livello. Stessa cosa per quello di Macerata, e per entrambi è garantito il finanziamento. Più lunga la strada per il nuovo nosocomio di San Benedetto, per il quale «occorrono localizzazione e progettualità, nell’ambito del piano annuale dello Stato e risorse regionali straordinarie», ha spiegato Ciccioli. A chiudere il cerchio, gli interventi degli assessori alla Sanità Filippo Saltamartini, che ha ricordato la presenza di 11 ospedali di primo livello nelle Marche, e quello all’Edilizia ospedaliera Francesco Baldelli, durissimo con il Pd: «ancora una volta non vi schierate dalla parte dei cittadini e delle loro esigenze».

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Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA