Guerra delle vongole: il Consorzio chiede alla Regione Marche un risarcimento da 200 milioni

Guerra delle vongole: il Consorzio chiede alla Regione Marche un risarcimento da 200 milioni
Guerra delle vongole: il Consorzio chiede alla Regione Marche un risarcimento da 200 milioni
di Andrea Maccarone
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Giovedì 7 Luglio 2022, 01:40 - Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 08:13

ANCONA - La Regione proroga di un altro anno (fino al 30 giugno 2023) i confini per la pesca delle vongole ridefiniti dal decreto ministeriale del 2002. Il consorzio Co.ge.vo di Ancona è sul piede di guerra e chiede all’amministrazione regionale 3 milioni di euro di danni per ciascuna imbarcazione della flotta dorica (74 imbarcazioni in totale).

In più il presidente Domenico Lepretti minaccia la richiesta di costituzione di un nuovo subcompartimento di pesca a Pesaro dove dislocare alcune delle vongolare del consorzio anconetano. Dunque è battaglia aperta sulla linea dei 500 metri dalla costa, dove la pesca del mollusco bivalve si consuma in uno scontro tra territori di competenza. 

Lo scenario 

Tutto ha inizio il 2 ottobre del 2002 con l’emanazione del decreto ministeriale che individua un sub compartimento di pesca tra il fiume Chienti e le Due Sorelle: rinominato sub compartimento Civitanovese. Una decisione presa per accontentare il consorzio sanbenedettese che lamentava poco mare e troppe barche. Così nel subcompartimento vengono trasferite 25 delle 83 imbarcazioni di San Benedetto e 19 delle 74 anconetane. Il consorzio dorico, però, impugna il decreto e ottiene il 5 agosto del 2009 una sentenza del Tar che rimette in discussione tutto, facendo di fatto decadere il subcompartimento civitanovese. Ma un cavillo, dovuto a un ritardo nella presentazione del ricorso, ha permesso di mantenere in essere quanto definito precedentemente dal decreto ministeriale. In tutto questo, nonostante il pressing del consorzio Co.ge.vo ai fini della scrittura di una legge regionale che regolamenti le aree di pesca, la Regione da oltre 10 anni proroga le condizioni stabilite nel 2002 in attesa della sentenza di un secondo ricorso al Tar effettuato sempre dal il consorzio anconetano. L’udienza si è svolta lo scorso 9 febbraio, e non resta che attendere la sentenza. 

Il risarcimento 

Con la sentenza del 2009 lo Stato ha ritirato in autotutela il decreto ministeriale del 2002, pagando un risarcimento danni alle 19 imbarcazioni anconetane, dirottate sul subcompartimento civitanovese, in base al reddito dei 7 anni precedenti. Ma adesso la Regione rischia molto di più: «Abbiamo chiesto 3 milioni di euro di danni per ciascuna delle 74 imbarcazioni anconetane» annuncia Domenico Lepretti, presidente del consorzio Co.ge.vo, che addirittura minaccia di avanzare richiesta «per costituire un nuovo subcompartimento a Pesaro, dove mandare le nostre barche». 

La legge regionale 

Ma al di là delle ipotesi più astratte, un traguardo concreto Lepretti intende raggiungerlo: «Chiediamo un’audizione dalla seconda commissione regionale - afferma il presidente della Co.ge.vo - per redigere le linee guida della nuova legge sulla pesca». Inoltre, ad avvalorare la tesi di Lepretti secondo cui le 25 imbarcazioni di San Benedetto dovrebbero tornare a pescare nel loro compartimento, c’è quanto specificato nel decreto ministeriale del 27 dicembre 2016 «che abbassa la pezzatura delle vongole da 25 millimetri a 22 millimetri» spiega il presidente della Co.ge.vo. Contestualmente è stato ridotto il quantitativo di pescato giornaliero: da 600 chili a 400. «Se il problema per le imbarcazioni sanbenedettesi era la sproporzione tra lo specchio di mare di loro competenza e il numero di barche - specifica - ora che si è ridotto il quantitativo di pescato giornaliero possono rientrare tranquillamente nel loro compartimento».

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